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Nel ringraziare ancora una volta tutte le persone che hanno manifestato il loro sostegno all'ETI e alla cultura, pubblichiamo alcuni dei messaggi che ci sono arrivati in questi giorni difficili di agitazione.
Sono tanti, molti più di quelli che pubblichiamo qui, i messaggi di solidarietà (e ci scusiamo per non avere lo spazio di inserli tutti qui). La petizione online ha superato le 9.000 firme e il gruppo facebook SOSTENIAMO L'ENTE TEATRALE ITALIANO, SOSTENIAMO LA CULTURA ha quasi raggiunto i 11.000 iscritti.
IN ORDINE SPARSO...
Ho appreso, qualche giorno fa, che il Ministero Italiano dei beni culturali avrebbe intenzione di sopprimere l'ETI. Questa decisione è di una gravità estrema per lo spettacolo dal vivo in Italia e, più estesamente, per il complesso della vita artistica europea. L'Ufficio nazionale di diffusione artistica, da me diretto, si sente terribilmente coinvolto da quanto vi sta accadendo. In effetti, da più di dieci anni, i nostri due organismi hanno intrecciato dei legami fortissimi e sviluppato delle azioni permanenti per rafforzare la cooperazione e gli scambi fra i nostri due Paesi. Prima c'è stata la creazione delle Giornate italo-francesi, a Spoleto nel 1997, che hanno permesso agli artisti e agli operatori francesi e italiani di ritrovarsi ogni anno. Poi c'è stato il sostegno da noi apportato in maniera congiunta ad Iris, associazione sud europea per gli scambi artistici, che riuniva operatori italiani, francesi, spagnoli e portoghesi. La nostra collaborazione è proseguita con Carta Bianca che, nel 2009, è divenuta un programma europeo Interreg fra il Piemonte e la Regione Rhône-Alpes. Infine, nel 2008, abbiamo dato vita a Space, programma pilota della Comunità Europea portato avanti da undici strutture culturali para-statali europee. Dico questo solo per ricordare che le nostre relazioni sono antiche e hanno saputo adattarsi alle esigenze del momento per essere più vicine alle richieste degli artisti e degli operatori. L'Onda e tutti coloro che hanno incrociato il percorso dell'ETI durante tutti questi anni sono sotto choc e seguono con la massima attenzione l'evolversi della situazione. Oggi tenevo ad esprimere la mia solidarietà a voi e al personale tutto dell'ETI. FABIEN JANNELLE, ONDA (Office National De Diffusion Artistique) Paris
Closing a theatre or a theatre organization is never a good idea - especially in these difficult times: theatre is needed more than ever. In the past few years, Ente Teatrale Italiano has played a major part in presenting some of my works in Roma with great success, professionalism and consideration. I hereby bring all my support to the struggle you have started. With all my best wishes, PETER BROOK
Nutro la speranza ed ho la fiducia che questa situazione possa essere presto risolta e sono vicino a tutti voi. L´Ente Teatrale Italiano rappresenta molto per il nostro Paese, il compito che ha svolto negli anni ha indubbiamente contribuito a far si che tante realtà culturali avessero il giusto riconoscimento e che la nostra tradizione e la nostra cultura fosse riconosciuta e apprezzata nel mondo. Il grande lavoro svolto in tutti questi anni da tutti i suoi lavoratori ha permesso di vedere realizzati progetti culturali di alto livello di cui possiamo solo essere orgogliosi. I risultati ottenuti sono la testimonianza dell´importanza della missione dell´Ente e sono convinto che in questa situazione di grande difficoltà in cui versa il nostro Paese e verranno tenuti nella giusta considerazione. Un saluto ed un incoraggiamento a tutti i lavoratori. LUCA BARBARESCHI
Io, alleata Quando Antonin Artaud scrive “Il suicidato della società” restituisce in pieno il significato del gesto estremo di Van Gogh: non è Van Gogh a uccidersi ma la società stessa che lo suicida. Mi sembra che Van Gogh possa rappresentare, nel senso in cui la intendo io, la Cultura che questo paese rischia di suicidare. La Cultura che serve a creare una coscienza, che interroga ed è interrogata, che attraverso processi di sensibilizzazione e approfondimento intellettuale aiuta a rilevare insopportabili verità. La Cultura nuda e pura non dovrebbe mai essere raddrizzata o corretta, facendo divisioni e sottrazioni affinché i conti tornino, perché privata del sostegno, della protezione della società, questa Cultura morirebbe, generando abbrutimento e povertà. Ho visto spettacoli importanti e necessari con pochi spettatori in sala, ho letto versi meravigliosi di poeti dimenticati morti poveri e pazzi, ho assistito commossa a prove di giovani esordienti carichi di entusiasmo e di talento, “tutta questa attività sommersa un giorno verrà a galla”, ho sempre pensato, “è solo questione di tempo”, il pubblico piano piano si avvicinerà a quel nuovo linguaggio, il poeta finalmente sarà ricordato e quei giovani meritevoli, dopo la gavetta, troveranno una casa, una visibilità. È questo il motivo per cui mi auguro che l’ennesimo decreto di morte possa essere cancellato, concedendo all’ETI la Grazia, ma se così non sarà, prima di ricevere altri verdetti terribili, io mi associo all’urlo del poeta di Brecht avendo anch’io diritto a questa morte: “Quando il regime ordinò che in pubblico fossero arsi i libri di contenuto malefico un poeta scoprì - uno di quelli al bando - che i suoi libri erano stati dimenticati. Corse al suo scrittoio, alato d'ira, e scrisse ai potenti una lettera. Bruciatemi!, scrisse di volo, Bruciatemi! Questo torto non fatemelo! Non lasciatemi fuori! Che forse la verità non l'ho sempre, nei libri miei, dichiarata? E ora voi mi trattate come fossi un mentitore! Vi comando: bruciatemi!” EMMA DANTE
I teatri gestiti dall'ETI sono tra i pochi grandi teatri che programmano al di fuori della logica degli scambi, uno dei mali più subdoli del sistema teatrale italiano. E adesso? I teatri gestiti dall'ETI - il Valle in particolare lo era per Leo de Berardinis - sono luoghi di ascolto e attenzione nei confronti della ricerca, della sperimentazione, della qualità e delle potenzialità dei progetti culturali più arditi e innovativi. E adesso? I teatri gestiti dall'ETI hanno dato un sostegno spesso determinante all'avvio di percorsi teatrali di giovani artisti e compagnie oggi solide realtà nel panorama culturale italiano. E adesso? Esprimiamo sgomento per le buie scelte di questo Governo e solidarietà nei confronti dei dipendenti dell'ETI, dei Teatri Valle, Duse, Pergola. Li ringraziamo per aver saputo creare, mantenere e rinnovare il loro pubblico e per aver saputo dare a noi attori, ogni volta che entravamo in quei teatri, la percezione di essere arrivati a casa. ENZO VETRANO E STEFANO RANDISI
Non si tratta di dispiacersi per il vero golpe rappresentato dall'imposizione di chiudere l'ETI, non basta indignarsi per i metodi usati; penso che il territorio in agonia, come quello di un teatro che guarda ai luoghi, alla loro cura e durata, subisca adesso, con questa mossa isterica e fuori controllo, una lacerante apertura che oscura il lavoro di tanti, lo avvilisce sotterrando le pratiche legate all'origine e al senso del nostro lavoro. Quindi vorrei che non bastasse il solo indignarsi, desidererei in questo istante,che tutti i figli, le madri, i padri, guardassero al teatro come loro nutrimento e luogo necessario all'accrescimento del proprio essere, donando quella forza cosmica, se è ancora possibile, che induce all'incontro e alla domanda. Questa chiusura, come altre chiusure o censure, è un ulteriore dispositivo adottato da questo governo per oscurare l'uomo di fronte ad un benessere fasullo e arrogante. CANGO - COMPAGNIA VIRGILIO SIENI
L'Ente Teatrale Italiano è stato soppresso dal Decreto Legge 31 maggio 2010, n. 78. L'Italia cancella così l'unico Ente pubblico che sostiene la circuitazione degli spettacoli italiani all'estero e l'unico organismo che in questi anni ha sostenuto e promosso la creazione di Festival e Rassegne nelle zone d'Italia in cui ci sono meno opportunità. Gli inglesi hanno il British Council, i francesi l'ONDA, i tedeschi il Goethe Institut etc etc. Gli artisti italiani vengono azzoppati sulla scena europea, rimangono senza un valido aiuto a promuovere il proprio lavoro in Italia e all'estero. Fanny & Alexander, in questi anni, grazie all'ETI ha intrapreso le seguenti tournèe:
· tournèe 2000/2001 di "Romeo e Giulietta - et ultra" · tournèe a Roma (dal 29 al 31 maggio 2003) di "Requiem" presso il Teatro Vascello nel contesto della rassegna "Due voci per una voce" · tournèe a Roma (dal 23 al 28 marzo 2004) di "Alice vietato>18 anni" presso il Teatro Vascello nel contesto della rassegna "La scena senza confine" · tournèe a Scandicci (FI) (21 e 22 ottobre 2005) di "Vaniada" presso il Teatro Studio nel contesto della rassegna "Altre Scene 05 - Lampi di Teatro e Danza" · tournèe a Berlino (14 e 15 novembre 2007) di "Dorothy. Sconcerto per Oz" presso Sophiensaele nel contesto della rassegna "Theater Teatro 2007 - Italienischer Theaterherbst in Berlin" · tournèe a Groningen, Olanda (28 e 30 agosto 2008) di "HIM" presso il Grand Theatre nel contesto del festival "NOORDERZON.NL - Performing Arts Festival Groningen" · tournèe a Évora, Portogallo (29 settembre 2010) di "HIM" nel contesto del festival "Escrita na Paisagen"
Sostenete la petizione che chiede di non cancellare una delle poche istituzioni italiane che ha dimostrato di saper funzionare. FANNY & ALEXANDER
La cultura e’ inutile! (Oscar Wilde). Solo dieci giorni fa abbiamo scritto un appello a sostegno di un’altra importante struttura che molto ha fatto per il teatro italiano, e che si trovava alla deriva, ora eccoci di nuovo con la penna in mano: in questi giorni apprendiamo, con ancor maggior preoccupazione, della soppressione dell’ETI. Da sempre guerrieri (consapevoli) di una battaglia dal pronostico perdente, abituati a lavorare nell’emergenza e ad avere a che fare con la condizione precaria delle cose, ci indigniamo davanti a chi sta ridisegnando questo nostro mondo più “triste”. (E va bene più martoriato, e va bene più ingiusto, ma più triste no, questo è inaccettabile!). “La cultura è inutile !” E’ quello che ci viene detto dal politico di turno che ha il potere di tracciare la linea che separa l’utilizzo dallo spreco (e con mano piuttosto malferma, purtroppo…): ci sembra facile, troppo facile. Forse perché preferiamo il dubbio alla certezza, perché diamo voce alle rivendicazioni del particolare contro l’impudica esibizione massmediologica del generale, che vuole farci tutti uguali. Come artisti non possiamo esimerci dal tenere vigile il pensiero critico nei confronti delle istituzioni e della politica commerciale; come cittadini di questo paese, che sempre più ci sembra una mela che sta marcendo, continueremo la ricerca del verme per evitare che se la mangi tutta. Ma noi non useremo insetticidi ... fanno male a tutti! La vita è breve, l’arte è lunga! ANTONELLA BERTONI E MICHELE ABBONDANZA
Abbiamo appreso dell'avventata mossa del Governo di inserire ETI tra gli enti da sopprimere. Scandalo non è la parola adatta per descrivere questa azione subdola di far piazza pulita di Istituzioni e Enti che si occupano di promozione culturale e di ricerca scientifica in Italia e in Europa, che dovrebbero essere protette e garantite dallo Stato italiano. Vi scrivo per esprimere a nome di tutta la compagnia il nostro sdegno e la nostra più profonda solidarietà SANDRA ANGELINI, MOTUS
Abbiamo saputo della decisione del Governo Italiano di sopprimere l'Ente Teatrale Italiano. E' un fatto estremamente grave e preoccupante per lo spettacolo in Europa e per il teatro italiano. La partecipazione dell'ETI alle attività internazionali, tra cui il progetto pilota europeo SPACE, rappresenta una grande opportunità di relazione e di conoscenza dell'arte dello spettacolo italiana nel mondo. La funzione dell'ETI come ente intermedio tra il livello governativo e gli operatori culturali è l'elemento che accomuna tutte le istituzioni e organizzazioni che firmano questo documento. Una funzione necessaria e vitale per il sistema dello spettacolo, sia a livello nazionale che internazionale. Esprimiamo la nostra solidarietà ai colleghi dell'ETI e ci auguriamo che il Governo Italiano voglia riflettere ulteriormente su questa grave decisione. SPACE Supporting Performing Arts Circulation in Europe Partners del progetto insieme all’ETI: Onda, VTI, TIN, New Theatre Institute of Latvia, British Council, Institut umění - Divadelní ústav (Arts and Theatre Institute), The Red House, Pro Helvetia, Zentrum BRD des Internationalen Theaterinstituts
I really wish all of you and ETI staff that the new situation you are suffering shall have a good solution. I know that all of you are very worry and living a hard time. In any case, I send to you all my support and I hope that your government gives a solution to your institution. Muchos abrazos, Ana Cabo, DIRETTORE ARTISTICO FESTIVAL INTERNACIONAL MADRID EN DANZA
Stiamo seguendo con apprensione e sgomento la vicenda che riguarda il destino dell'Eti, tutti noi assediati da una miopia governativa che si regge su contraddizioni enormi, sprechi colpevoli e azioni di minaccia, e impauriti per gli smottamenti che un simile provvedimento creerà nel destino del teatro italiano e, più in generale, nel quadro della prospettiva culturale del Paese. Non potremo essere con voi mercoledì alla serata al Teatro Valle, causa della coincidenza di data con la conferenza stampa di presentazione del festival Santarcangelo 40, ma vorremmo con queste righe darvi un segno della nostra presenza, accanto a voi e a tutte le persone che con voi lavorano, e al fianco delle donne e degli uomini di teatro - artisti, organizzatori, critici, spettatori - che speriamo si riuniranno numerosi a Roma per dire la follia e la prepotenza di un atto che mette a rischio la vita di un'area culturale così vitale. Un carissimo saluto a tutti voi, e un pensiero saldo che speriamo vi sostenga nel lavoro enorme e necessario che state facendo in queste settimane. Chiara Guidi/Socìetas Raffaello Sanzio, Enrico Casagrande/Motus, Ermanna Montanari/Teatro delle Albe, Alba Pedrini, Silvia Bottiroli, Sonia Bettucci, Rodolfo Sacchettini, Ludovica Parmeggiani, Cristina Ventrucci, Tonino Rossi ... FESTIVAL SANTARCANGELO 2009/2011
Mi dispiace che il 9 sono a Bratislava. Aderisco alla protesta e sono con voi anche se fisicamente assente. Un abbraccio, DACIA MARAINI
Siamo sempre più increduli e allarmati di fronte a quanto sta accadendo. Adesso siamo a Berlino per il progetto all’Hebbel. Ma anche se da lontano, teniamo a esprimere tutta la nostra solidarietà ai lavoratori dell’Eti. Fino a fine giugno, ci sarà possibile seguire solo da distanza le iniziative che state organizzando, al nostro rientro potrete contare anche sulla nostra presenza. Un carissimo saluto a tutti voi ALESSANDRA SIMEONI E ORTHOGRAPHE
Vi scriviamo per esprimervi la nostra incredulità rispetto a quello che sta succedendo all’ETI. Ci sembra sinceramente impossibile nei contenuti e nei modi. Non possiamo essere presenti al Valle ma nel nostro piccolo faremo tutto ciò che ci è possibile perché facciano marcia indietro. COMPAGNIA BABILONIA TEATRI
That’s horrible to hear and very sad. I am shocked and will sign the petition! All my best wishes to all of you. Best LUDGER ORLOK, TEATRO TANZFABRIK BERLIN Germania
Thats sounds horrifying almost unbelievable! Solidary greetings from Berlin CORINNA BET HGE, TEATRO VOLKSBUHNE Berlino
Coraggio! Non credo riusciremo ad essere presenti fisicamente, comunque vi siamo vicini! LAURA MARINELLI, FIES FACTORY ONE
What a terrible message! I keep my fingers crossed that the news of the next day will be a little bit better ... please let me know what's going on!All the best from Berlin. GUNDULA REINIG, TEATRO RENAISSANCE Berlino
I am very sorry to hear this bad news. Please keep me informed. Very best wishes. PETE GILBERT, TEATRO GRIPS Berlin
Désolée pour vous et votre structure. Décidément, la culture est bien menacée partout ... J'irai signer la pétition. N'hésitez pas à rester en contact et à me solliciter à nouveau pour des informations. Courage! Bien à vous KARINE BALLON, OBSERVATOIRE DES POLITIQUES CULTURELLES Grenoble
Il momento è veramente drammatico, lo so bene, e per tutti. Per l’ETI in questo momento lo è ancora di più. Mi dispiace molto che l’ETI sia una delle istituzioni attaccate dalla volgarità politica e culturale di questo infausto governo. Ho firmato la petizione ma, se non disturbo, volevo anche testimoniare personalmente la mia solidarietà e tutto l’appoggio possibile della nostra Associazione. Spero tanto che l’ETI possa continuare a svolgere il suo prezioso ruolo anche nei prossimi anni e con lo stesso impegno di sempre. FABIO BIONDI, L'ARBORETO - TEATRO DIMORA DI MONDAINO
Please let me know if there is anything I can do to support your cause! Don't hesitate to ask. EDWARD HALL, PROPELLER COMPANY (UK)
Cari amici, siamo qui increduli e preoccupati, e vogliamo esprimervi la nostra solidarietà. L'attacco all'ETI si inserisce in un allarmante e crescente discredito verso chi opera per l'arte e la cultura e non mette al primo posto valori che più si addicono alla produzione di merci. Il teatro, l'arte, la poesia, sono beni e non merci, beni irrinunciabili per i quali ci batteremo con tutte le nostre forze. Un saluto solidale. CESARE RONCONI, TEATRO VALDOCA
We are completely shocked by this information!!it´s unbelievable. I tried to call you but it seems it does not work now…so of course we signed the petition but please let us know if we should do something else... write a letter from Institute or something … please keep us informed and we are crossing our fingers! DANIELA PARIZKOVA, QUADRIENNALE DI PRAGA
That sounds terrible! Does this mean that you can't continue with Intersection neither? Hope the situation will be solved somehow, and you are all right. Take care! JONNA STRANDBERG, KIASMA THEATRE Helsinki
Ho firmato fin da subito l’appello e spero davvero si riesca a cambiare qualcosa in questo sistema politico oscurantista e abbietto. Non ci sono più parole a descrivere lo sdegno! Un abbraccio SONIA BRIGANDÌ, CSS TEATRO STABILE DI INNOVAZIONE DEL FVG
Unbelievable ... What is happening everywhere? I really hope somehow this will be solved. If we could help you in any way, please tell us. I signed the petition. Best, ALEKSANDAR BRKIĆ, KIOSK N.G.O. Belgrado
Purtroppo domani siamo bloccati a Ravenna per un incontro che non possiamo spostare. Siamo vicinissimi alla vostra battaglia e riteniamo che in questi ultimi anni l'ETI sia riuscito a ritornare un punto di riferimento indispensabile per la cultura teatrale italiana e internazionale. Stiamo inviando il vostro appello ai nostri spettatori. Un abbraccio forte da tutti noi MARCELLA NONNI E TUTTA RAVENNA TEATRO
The closure of ETI (Ente Teatrale Italiano) in Italy would be a big loss for the performing arts scene in Italy and an important partner for performing arts organisations and artists in Europe. I'm sure if there is any petition, many organisations across Europe would be ready to sign it to show solidarity ... you think this could help ...? Best regards, RICHARD POLACEK, COMUNITÀ EUROPEA
IL TEATRO E' UTILE! IL TEATRO E' UTILE! IL TEATRO E' UTILE! IL TEATRO E' UTILE! IL TEATRO E' UTILE! IL TEATRO E' UTILE! IL TEATRO E' UTILE! IL TEATRO E' UTILE! IL TEATRO E' UTILE! IL TEATRO E' UTILE! MARIANNA BIANCHETTI, COOPERAZIONE ITALIANA ALLO SVILUPPO, Gerusalemme
Only a few lines to express you all of our support from Paris / la Belle Ouvrage! Of course we are deeply concerned by your situation and we signed the petition to express our support, hoping that it will help! On what regards the Santarcangelo session, I go on with the preparation! We go on as it was planned! If you have any special info to tell to the trainers, please tell me, otherwise I'll do as planned. All the best, ALBANE AHRENS, LA BELLE OUVRAGE
A titolo personale ho collaborato in passato con l'ente e ritengo che sia una grande perdita per il patrimonio culturale e civile del nostro paese attuare la soppressione dell'ETI. Spero che si rinunci a tale sconsiderato proposito. PAOLA SARCINA, MUSIC THEATRE INTERNATIONAL
It’s good to be back at the Council after three years away but I am so sorry that my first communication with you is to commiserate with you over the suppression of ETI. This is such disappointing news and I am very sorry to hear it. ETI’s work in the provision of services, expertise and information, in developing links and exchanges and in encouraging performing arts talent has been exemplary and the British Council very much appreciated the collaboration, support and advice offered to us by ETI over the years. I very much hope the decision to suppress it will be reversed. I’m thinking of you. Un abbraccio. BRENDAN GRIGGS, BRITISH COUNCIL
Quelle catastrophe cette nouvelle ! Ils sont vraiment devenus fou au ministère ? Supprimer l'ETI ? C'est impensable. J'ai signé la pétition aujourd'hui et j'ai fait passer le message à Peter [Brook]. Je vous souhaite bien du courage. Je sais que les temps sont durs partout en Italie mais cette nouvelle est la pire de tous ... Baci MARKO RANKOV, THÉÂTRE DES BOUFFES DU NORD
Le Théâtre de la Ville a appris la difficile situation dans laquelle se trouve l'Ente Teatrale Italiano, supprimé depuis le 1 juin 2010. Dans quelques jours aura lieu au Théâtre de la Ville de Paris une initiative dédiée au Théâtre italien, qui se compose de spectacles prestigieux, d'invitation à de jeunes compagnies pour la première fois en France ainsi que de lectures de textes d'auteurs italiens contemporains traduits pour l'occasion. Cette initiative a été rendue possible grâce au soutien de l'ETI et des activités de ses bureaux, sans lesquels rien de l'ensemble de ce projet n'aurait pu voir le jour. Au nom aussi du public parisien, qui montre une grande attention à ce projet - plusieurs spectacles faisant déjà salle comble - nous désirons souligner la nécessité d'initiatives comme celles-ci qui permettent de continuer à faire découvrir à notre public l'excellence de l'art scénique italien et de confirmer totalement l'importance de la coopération entre des institutions comme la notre et l'ETI pour le développement de relations internationales culturelles. EMMANUEL DEMARCY-MOTA, DIRECTEUR DU THEATRE DE LA VILLE
Non posso essere presente, ma mi unisco alla protesta dei miei colleghi, sperando che anche i cittadini si rendano conto del disastro culturale che ci stanno preparando e protestino insieme a noi. ROBERTO HERLITZKA
Ci vediamo mercoledì, che questo sia il primo appuntamento che ci vede uniti in difesa della cultura e dell'arte che con tanta caparbia sapienza stanno distruggendo per renderci asservite pecore. MARIA LUIGIA BOVE, ASS. CULTURALE ZAHIR UNIVERSITÀ DELLA CALABRIA, Cosenza
In qualità di Direttore degli Istituti Italiani di Cultura, ho avuto frequenti contatti con l'ETI nell'ambito della promozione del nostro teatro all'estero. Ne ho apprezzato la competenza, la serietà e la fattiva collaborazione. Auspico vivamente che la decisione venga revocata per non privare il teatro italiano di qualità di una così valida istituzione. ADRIANA CUFFARO, MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
Inserire l’ETI fra gli Enti “da sopprimere” all’interno di una Legge Finanziaria dello Stato è un atto di barbarie culturale oltre che sintomo di una ormai incommentabile ignoranza. Esprimo al momento tutto il mio disgusto di cittadino oltre che di artista, nella speranza che si voglia porre rimedio all’ennesima gaffe commessa da questo governo in materia di cultura. O meglio di incultura. FABRIZIO GIFUNI
La collaborazione, realizzata con l'ETI nel corso di numerosi anni,in qualità di direttore di Istituti Italiani di Cultura all'estero, ha fatto onore all'Italia, in termini di consensi e di proiezione di immagine del nostro Paese ai livelli più alti. GIUSEPPE MANICA, Dirigente culturale del MINISTERO AFFARI ESTERI a riposo
Ritengo che l’ETI sia una delle poche istituzioni culturali che in questi anni, con la direzione di Ninni Cutaia, abbia avviato una seria riflessione e riforma su se stessa, a partire dalla dismissione dei teatri come il Quirino a Roma, all’avvio di una stagione, in particolare al Valle, improntata su di un progetto culturale, che ha visto l’interesse della critica e l’ampia partecipazione del pubblico. Chiudere l’ETI fa parte di una politica ottusa che non sa lavorare per il futuro. ROBERTA CARLOTTO
Il teatro è ricchezza binaria, materiale ed immateriale, espressione della capacità creativa e d’innovazione di un popolo, è un linguaggio essenziale della comunicazione nel mondo globale, aumenta le capacità competitive, sostiene l’economia del nostro paese. Auguro a tutti noi di uscire più forti e coesi da questo brutto momento... IGINA DI NAPOLI, NUOVO TEATRO NUOVO
L’ETI è l’unico Ente dello Stato che si occupa della promozione del nostro teatro, in Italia come all’estero. Sopprimerlo significa assestare un durissimo colpo al teatro italiano che versa già in grave difficoltà. ROSSANA RUMMO, ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI PARIGI
Sono ovviamente confuso - ma la parola esatta sarebbe sconvolto - dalle notizie provenienti dall'Italia, circa l'eventuale chiusura dell'ETI. Con chi dovrei parlare, in futuro, riguardo alla scena teatrale italiana emergente, e alle possibili collaborazioni, con noi qui in Olanda, o altrove? Dovrei forse avere a che fare con singoli uffici regionali? E' evidente che questa alternativa non è seria. È difficile per un olandese dare giudizi sulle differenze di opinione, in Italia, riguardo all'organizzazione e all’esistenza di un istituto nazionale per il teatro. Ma l'idea che il teatro italiano non sia più rappresentato internazionalmente mi sembra totalmente assurda e, francamente, autolesionista. Ogni altro Paese, sia europeo che extra-europeo, con cui abbiamo relazioni, in questo momento sta promuovendo più attività internazionali, non meno! Quando abbiamo organizzato una sezione di teatro italiano nel nostro festival del 2008, l'assistenza e il sostegno dell'ETI sono stati fondamentali. E' difficile per me immaginare che, la prossima volta, non ci sarà più nessuno a cui rivolgersi. Auguro a te e ai tuoi colleghi di riuscire a spiegare, a chiunque abbia avuto quest'idea straordinariamente pessima, di riflettere bene prima di gettar via qualcosa che, a mio parere, non potrebbe essere sostituito né velocemente né agevolmente. Un affettuoso saluto. MARK YEOMAN, Direttore Artistico FESTIVAL NOORDERZON DI ARTI PERFORMATIVE, GRONINGE
Pur convinti della necessità di riforme e aggiornamenti delle istituzioni culturali italiane, non comprendiamo la volontà di soppressione dell’ETI. Ci auguriamo un radicale ripensamento dell’incomprensibile inserimento dell’ETI nell’elenco delle istituzioni da sopprimere. Da Napoli, dalla Presidenza, dalla Direzione e da tutto il personale impegnato del Festival del Teatro, vi giunga la più convinta solidarietà e vicinanza. RACHELE FURFARO, RENATO QUAGLIA E LA FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL
Al contrario di quello che si sta facendo è questo il momento di salvaguardare il teatro e l'ETI che lo promuove sia in Italia che all'estero. Nei momenti di crisi bisogna arricchirsi culturalmente e non bloccare e annientare le espressioni artistiche! ALESSANDRO CHITI
L'ennesima porcheria del governo Berlusconi stavolta ci tocca da vicino. Resistere, resistere, resistere (mi pare l'abbia già detto qualcun altro ...) EDOARDO ERBA
Che tristezza vedere come la cultura sia tenuta in pochissimo conto! Quando essa viene annullata o quasi è la barbarie, ovvero la perdita di valori che hanno fatto grande questo Paese! Aderisco con passione ed entusiasmo a questo appello. "... l'ignoranza fa paura, e il silenzio è uguale a morte! ... “ (Francesco Guccini) A.C. L'ARCHIMANDRITA, TEATRO FURIO CAMILLO
L’Ente Teatrale Italiano rappresenta e cura la memoria del nostro teatro, difenderne l’esistenza e l’operato significa lungimiranza sui reali valori da promuovere, affinché l’Italia torni a occupare il posto che le spetta nel mondo quale culla della cultura occidentale. MARIA ROSARIA OMAGGIO
Con rammarico stasera non potrò essere, per impegni parlamentari, al teatro Valle. Voglio, però, far sentire all'ETI la mia vicinanza e il mio sostegno ad una battaglia giusta. Ho avuto modo, nel passato, come sindaco di Ercolano, di apprezzare la professionalità e la straordinaria competenza dell'Eti in un bel progetto di lavoro sociale con i minori a rischio. Un ricordo che diventa anche testimonianza di come l'Eti sia stato capace, nella sua storia, di diventare motore di lavoro sui territori, nel sociale. Per questo, la battaglia comune è ancora più importante. Un carissimo saluto on. LUISA BOSSA, già sindaco di Ercolano
La miseria di questo paese è una miseria sociale e culturale che nessun taglio alla cultura potrà arginare, anzi solo incrementare. Uno stato che non sostiene le proprie risorse culturali e la propria tradizione è destinato al fallimento e alla deriva sociale. L’ETI è una risorsa e una struttura importante per la vita teatrale italiana e tagliandola si danneggiano le compagnie, i professionisti, i teatri, ma soprattutto il pubblico, i cittadini. MARIA GIULIA GUIDUCCI, AMUNI, KATAKLÒ, KILOWATT FESTIVAL
Il necessario aggiornamento delle competenze, delle funzioni e degli obiettivi di enti e istituzioni pubbliche impegnate nel sistema culturale, può passare attraverso piani di adeguamento e riorganizzazione, anche profondi, ma non pregiudicati da atti di soppressione, che comportano la dispersione di un patrimonio di esperienze e professionalità indispensabile anche per modificare statuti, funzioni e prospettive del settore. RENATO QUAGLIA, FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL
Esterrefatti per l’inconcepibile decisione presa in una fase della vita dell’ETI di assoluta importanza, di grande rigore culturale, di modernizzazione, esprimiamo la solidarietà del Festival delle Colline Torinesi, del suo staff, dei suoi organi direttivi. SERGIO ARIOTTI, FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI
Non è giusto sparare indiscriminatamente sulla cultura; ci consentano la libertà di diffonderla! MELINA BALSAMO, COMPAGNIA GLI IPOCRITI
Mi sento vicino ai lavoratori dell'Ente Teatrale Italiano, con cui ho avuto più volte il piacere di lavorare, che vivono, in queste ore, momenti di profondo sgomento. Senza l'ETI, l'Italia non sarà di certo più ricca ma il Teatro italiano sicuramente più povero e più fragile (e penso soprattutto alle giovani compagnie e ai giovani autori). FERDINANDO CERIANI, COMPAGNIA ITALIANA
Esprimo tutta la mia solidarietà e il mio affetto ai lavoratori dell'ETI che per tanti anni sono stati miei colleghi: persone capaci,intraprendenti, motivate, qualificate che hanno contribuito in maniera fondamentale alla crescita e allo sviluppo della cultura teatrale in Italia. Possibile che nessuno si sia mai reso conto che la vera risorsa dell'ETI sono sempre stati i lavoratori? Perché nessuno ha mai seriamente tentato di evitare questa fine indegna? CARLA COLABONA
Sopprimere l'ETI vuol dire attaccare a morte la sopravvivenza del teatro in Italia: un gesto di inciviltà e di ignoranza contro la storia del nostro paese e la sua permanenza nell'Unione, che colpisce una larga categoria di persone dagli artisti ai lavoratori dello spettacolo, agli spettatori di questa nazione sempre più condannata all'ignoranza FRANCO QUADRI
Aderisco alla vostra protesta con tutta la mia passione teatrale. MARIANGELA D' ABBRACCIO
Il teatro di piazza e d’occasione è solidale con l’Ente Teatrale Italiano, no alla soppressione, fermiamo questo decreto. DAVIDE VENTURINI, COMPAGNIA TPO
Dal Protocollo d'intesa del 1995, la collaborazione ETI/AGITA è sempre stata all'insegna della qualità e dell'azione efficace verso il teatro della scuola, la formazione dello spettatore bambino e giovane. Che ora venga a mancare anche questa sponda, questa opportunità e attenzione lascia interdetti e avviliti. Perdona loro, perché non sanno quello che fanno?! LOREDANA PERISSINOTTO, ASSOCIAZIONE AGITA
Inaccettabile. Ridicolo. Colpevole. Crudele. Coerente d'altronde col resto. Tanto per trasformare ancora un po' il poco di terra concreta che abbiamo sotto i piedi in acqua di palude. DANIELE TIMPANO, AMNESIA VIVACE
E' assolutamente inaccettabile che si sopprima un Ente che costa allo stato una manciata di spiccioli. Sono disposto a qualunque manifestazione pur di cancellare questo decreto vergognoso.Coraggio!! ROBERT SCHIAVONI, ANTHEIA S.R.L.
Sono solidale con tutti i lavoratori e i diretti interessati alla sopravvivenza dell'ETI. CARLO DI MAIO
Un paese che riduce gli Enti che si occupano di cultura è un paese senza istanze di futuro che non ha a cuore la libertà dei suoi cittadini e senza libertà non c'è sviluppo. L'Italia non deve diventare una concentrazione senza sviluppo. Sopprimete le opere inutili ed improduttive, quelle che costano tanto alla collettività perché sono fatte solo in funzione del guadagno privato e non hanno ritorno per gli interessi pubblici, non portano sviluppo, non portano innovazione, portano inchieste ! ANTONINO GIARDINA, ARK STUDIO
Sopprimere l'ETI è l'ennesima stangata ad un sistema culturale già martoriato dal bombardamento televisivo qualunquista. Lasciare la gente senza stimoli, senza nessuno che lavori indipendentemente per la promozione dei soggetti più meritevoli significa manovrare le menti verso un qualunquismo che le renda più arrendevoli, malleabili, che renda il loro pensiero sempre meno autonomo e critico. I liberi pensatori forse sono sempre meno, ma con loro e con tutta la mia volontà dico basta, basta, basta. LUCA DE MARCHI, ASS. CULT. LA TERRA DELLE ARTI
Con la presente mail voglio esprimere solidarietà ai lavoratori dell'ETI ed i progetti culturali che sono fiore all'occhiello del nostro paese.Che viva il teatro! CRISTINA GENTILE BEYERLE
Dover firmare oggi una petizione a difesa dell'Ente Teatrale Italiano misura lo stato in cui siamo e il ruolo che ormai hanno la cultura, le sue istituzioni, le sue professioni. Ma tant'è! Allora firmo, firmo, e con rabbia. SERGIO MARRA
Finalmente avevamo trovato un organo che facesse da trait d’union fra artisti, operatori, istituzioni e pubblico. Non possiamo tornare indietro! MONICA SECCO, ARTEMOVIMENTO - FESTIVAL INSOLITI TORINO
Se pensate che la cultura sia costosa, provate con l’ignoranza (Derek Bok). Difendere l’ETI è difendere un patrimonio pubblico per le nuove generazioni. Con tutti Voi…vi abbraccio ANTONIO VIGANO’, TEATRO LA RIBALTA
Sopprimere l'Eti non farebbe altro che impoverire un sistema che già soffre di mancanza progettuale, di attenzione e risorse da parte delle istituzioni. Non è pensabile continuare con questo stillicidio culturale che porta sempre più verso una deriva sociale generalizzata. Pensiamo a riformare il sistema teatrale, non a cancellarlo. FABIO FERRETTI, FESTIVAL FILOSOFIA MODENA
Non è anche solo immaginabile un’Italia senza ETI. Il mondo dello spettacolo dal vivo perderebbe la sua anima MAURO CONTI, PRESCOTT STUDIO srl
Mettiamo fine al degrado di un paese che sta distruggendo con rapidità saperi e competenze culturali senza rendersi conto che è il sistema migliore per accelerare senza sosta crisi e decadenza. CLAUDIO ANGELINI, città di Ebla
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GRAZIE ANCORA DI CUORE A TUTTI!
I dipendenti dell’Ente Teatrale Italiano e dei teatri direttamente gestiti: Teatro Duse di Bologna, Teatro della Pergola di Firenze, Teatro Valle di Roma |