200 anni di Gogol
Eventi

In occasione del 200° anniversario della nascita del drammaturgo Nikolaj Vasilevic Gogol il Ministero della Cultura della Federazione Russa in collaborazione col Ministero per i Beni e le Attività Culturali promuovono l'iniziativa "200 anni di Gogol", con la quale la città di Roma renderà omaggio al drammaturgo russo che, nella capitale trascorse molti anni della sua vita, frequentando e stimolando circoli culturali e trovando fonte di ispirazione per le sue opere.

Il progetto si articolerà attraverso mostre, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e incontri in diversi spazi della città, atrocinato, insieme ai due Ministeri, anche dal Comune di Roma, dall'Ente Teatrale Italiano e dal Centro Sperimentale di Cinematografia.

In questa cornice il Teatro Valle torna ad aprire una nuova finestra sul teatro internazionale, ospitando lo spettacolo Possidenti di antico stampo messa in scena della compagnia del Teatro dell'Arte di Mosca con la direzione di Mindaugas Karbauskis, uno dei registi più interessanti del teatro russo contemporaneo.

INFO

www.bicentenariogogol.it

1e 2 ottobre ore 20.45
Teatro Valle

POSSIDENTI DI ANTICO STAMPO

di Nikolaj Gogol'
regia Mindaugas Karbauskis
con Alexander Semchev Afanasij Ivanovic,Polina Medvedeva Pulcherija Ivanovna
organizzazione Fondazione Internazionale Accademia Arco, Art Interforum

 

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Il racconto POSSIDENTI DI ANTICO STAMPO di Nicolaj Gogol' è un idillio campestre che, insieme ad altre tre novelle, appartiene alla raccolta Racconti di Mirgorod, pubblicati nel 1845, dove affiora la consapevolezza gogoliana dei mali che tormentano l'umanità e che, in capo a un'inevitabile deriva, ne causeranno la disfatta. Si allontana l'Ucraina solare dei poderi fioriti, limpida e festosa, popolata di gente sana e vitale, pronta all'amore, allo scherzo, alla gioia dei sensi; l'Ucraina di Mirgorod non ha più la stessa letizia, la stessa ridente frenesia, subentrano il dolore e la violenza, come rottura di un accordo tra i vivi. Nascono il conflitto, la furia di previcare e di condizionare la libertà altrui a proprio esclusivo vantaggio. Nasce, cioè, la società in cui Gogol' infelicemente vive. I quattro racconti, infatti, si propongono come naturale e drammatico trait d'union tra il lirismo stupefatto delle precedenti Veglie e l'amarezza del ciclo pietroburghese, in cui tutto è menzogna, inganno, sopruso, follia, morte.

 

Lo spettacolo, che al racconto si ispira, narra di un'anziana coppia di coniugi, Pulcherija Ivanovna e Afanasij Ivanovic, che vive in campagna in una solitudine tranquilla e misurata, e in uno stato di assoluta felicità. Le attenzioni della padrona di casa sono totalmente rivolte al marito sofferente: è lei che lo veste, che lo sfama, che si preoccupa della sua salute, che lo cura con amore. Ma tutto questo, improvvisamente, è destinato a finire: l'anziana donna muore e i domestici prendono il sopravvento nella casa, prima deridendo l'infermo padrone e poi dimenticandosi completamente di lui che, trasformato in oggetto inutile, si abbandona alla più totale disperazione. Non c'è consolazione, non c'è sollievo. Così, una morte chiama l'altra e Pulcherija torna dall'aldilà, per portare via con sé l'amato consorte, novelli Filemone e Bauci uniti sia nella tranquilla gioia dell'esistenza che nella dura inesorabilità della morte.

La piece, in scena con immutato successo al Teatro dell'Arte di Mosca dal 2001, riproduce un universo vario e multiforme di personaggi gretti e meschini, protagonisti di vicende al limite del nonsenso, narrate con uno stile straordinariamente originale e moderno.

 

Mindaugas Karbauskis, è considerato uno dei più talentuosi registi russi contemporanei. É stato insignito di numerosi premi e riconoscimenti, compresa l'assegnazione, due volte, del premio teatrale nazionale "Maschera d'oro". Allievo del maestro Fomenko, insegna all'atelier S. Zhenovach presso l'Accademia RATI di Mosca.

L'originalità stilistica, l'indubbio talento e la capacità di esprimere temi profondi con minimi mezzi espressivi hanno fatto di POSSIDENTI DI ANTICO STAMPO un vero evento nell'ambito della vita teatrale della capitale.

 

Il Teatro dell'Arte di Mosca, fondato nel 1898 da Konstantin Stanislavskij e da Vladimir Nemirovič-Dančenko, è, nella storia del teatro europeo, uno dei primi tentativi di rinnovamento delle strutture in senso moderno. La sua nascita è legata alla drammaturgia di Anton Cechov (Il gabbiano 1898, Zio Vanja 1899, Le tre sorelle 1901, Il giardino dei ciliegi 1904) e di Мaksim Gor'kij (Piccolo borghese e Bassifondi, entrambi del 1902).

Un nuovo tipo di attore trasmette in modo sottile le particolarità della psicologia dell'eroe, mentre assumono un ruolo determinante le figure del regista e del direttore del repertorio. Vengono introdotti lunghi periodi di prove, si approntano scene e costumi per ogni singolo spettacolo, e la collaborazione costante con scenografi, sarti, tecnici, trovarobe manifesta la ferma volontà di creare un gruppo di lavoro affiatato e duraturo.

Il Teatro d'Arte, che ha ospitato e continua ad ospitare gli artisti migliori, è considerato il primo palcoscenico di Russia, anche dal punto di vista produttivo. Attualmente il direttore artistico è il regista e pedagogo Oleg Tabakov.

 

Ministero della Cultura della Federazione Russa
Ambasciata della Federazione Russa nella Repubblica Italiana
in collaborazione con
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
ETI Ente Teatrale Italiano
Teatro dell'Arte di Mosca

INFO
Teatro Valle
800.011616

 

 
 
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