
Un banale incidente, l’automobile in panne, costringe Alfredo Traps, rappresentante di tessuti, ad una sosta indesiderata. Cercando aiuto trova ospitalità a casa di un vecchio giudice in compagnia di due amici, un pubblico ministero e un avvocato in pensione che gli spiegano, con l’intento di coinvolgerlo, il loro unico passatempo: ricelebrare alcuni importanti processi storici come quello a Socrate, a Gesù e a Federico di Prussia. Tra una bottiglia di vino e l'altra, Traps si ritrova imputato in un vero e proprio processo e, in un'atmosfera sempre più inquietante, il gioco si fa realtà. Uno spettacolo che riesce ad assumere contemporaneamente i toni cangianti del leggero e del comico, ma anche dell'angosciante e del tragico, e che coinvolge lo spettatore nello stesso modo in cui cattura il protagonista. Il tema dominante è il conflitto dell'individuo con un mondo intimo, mostruoso ed ignoto, comune a tutti noi.
6 febbraio
Compagnia Scimone Sframeli
BAR
di Spiro Scimone
con Francesco Sframeli, Spiro Scimone
scene e costumi Titina Maselli
regia Valerio Binasco
Premio UBU 1997
come nuovo attore a Francesco Sframeli
Premio UBU 1997
come nuovo autore a Spiro Scimone

Atto unico scritto in siciliano, Barspia i quattro giorni cruciali della vita di due giovani, Nino e Petru, che hanno scelto il retro di un bar per nascondersi al resto del mondo. Ciascuno con motivazioni diverse. Ciascuno ignorando quasi tutto dell’altro, del mondo, e perfino di sé.
Lo spettacolo racconta la loro lotta contro questa ignoranza senza chiarirne l’esito, ma semmai facendo sì che essa avvenga, ogni sera, imprevedibilmente, attraverso un gioco teatrale immediato e spietato.
Il risultato è l’invenzione di questo gioco.
Spiro Scimone, uno dei più significativi autori contemporanei, si esprime in una lingua ricca di musicalità e di ritmo. I personaggi delineati con originalità e i dialoghi composti di battute incisive, con effetti comici e inquietanti cupezze, coinvolgono lo spettatore e ne fanno uno spettacolo denso e vibrante in ogni momento.
26 febbraio
A. Artisti Associati
Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia
Gianrico Tedeschi
La Rigenerazione
di Italo Svevo
adattamento Nicola Fano
con Fulvio Falzarano, Valeria Ciangottini
e con Francesco Benedetto, Gianfranco Candia, Carlo Ferreri, Zita Fusco, Ivan Lucarelli, Sveva Tedeschi
scene Pier Paolo Bisleri
costumi Stefano Nicolao
musiche Germano Mazzocchetti
luci Nino Napoletano
regia Antonio Calenda

Commedia brillante, lievemente surreale eppure fortemente legata alla realtà della Trieste di primo Novecento, LaRigenerazione è l’ultimo e certamente il più riuscito dei lavori drammaturgici di Svevo. Ricco di implicazioni psicologiche e culturali, lo spettacolo si incentra sull’intenzione del protagonista, l’ultrasettantenne Giovanni, di sottoporsi a un’operazione che gli consenta di ringiovanire. Un’operazione che non è banalmente sinonimo di rifiuto della vecchiaia, ma mezzo attraverso il quale Giovanni vorrebbe recuperare la libertà dal rigore soffocante del suo matrimonio e dal conformismo della sua vita borghese. Una volta recuperata l’energia vitale, Giovanni non può tuttavia non tener conto della responsabilità del suo ruolo, si trova così davanti ad una importante decisione.
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10 marzo
Teatro Stabile di Genova
Mercadante Teatro Stabile di Napoli
INDIA
di e con Mara Baronti
e con Cristina Alioto, Patrizia Belardi
immagini, scene, costumi Beatrice Meoni
supervisione musicale Chiara Cipolli, Davide Ferrari
musiche Chiara Cipolli, Davide Ferrari, Cristina Alioto, Francesco Menconi
design delle immagini Uovoquadrato
luci Sandro Sussi
regia Alfonso Santagata

L’India, il Paese più semplice e complicato allo stesso tempo, dove lontananza e vicinanza sono la stessa cosa; gli dei assomigliano ai nostri del passato, e a quelli del futuro. Fin dalla prima volta che arriva in India, oggi come ieri, un viaggiatore non disattento può percepire la diversità del significato che in questo paese si dà alla vita. Il popolo indiano è portato a credere che soltanto ciò che è eterno è vero e dunque non la storia, i cui accadimenti sono come sabbia mossa dal vento, bensì i Miti, perché raccontano le cicliche interferenze del sovrumano nel mondo del temporale: “l’India è il paese dove gli Dei esistono ancora” , concreti, reali, oggi. India è uno spettacolo che si avvale di artisti italiani e indiani e che utilizza la narrazione, la danza, il canto, la musica per illustrare alcuni grandi miti, quelli sui quali si fonda il senso della vita di questo paese. Le storie propongono, assieme alla visione alta delle origini del popolo indiano, il confronto con i colori i suoni e i sapori della quotidianità.
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17 marzo
Jolefilm
ALBUM D’APRILE
tra un campo di rugby e la piazza
di e con Marco Paolini
musiche Lorenzo Monguzzi

Articolato racconto di formazione, Album d’aprile racconta storie di ragazzi di provincia nel passaggio dalla giovinezza alla maturità. Si tratta di una biografia collettiva i cui protagonisti sono amici e compagni d’avventura e di scelte. I ragazzi già descritti in altri Albumintitolati Adriatico, Tiri in portae Liberi tuttisono cresciuti e sono arrivati all’esame di maturità. La storia personale dei protagonisti s’intreccia con la memoria collettiva dell’Italia segnata in quegli anni da ferite come la bomba di maggio in piazza della Loggia a Brescia.
“Questa storia è inventata, ma dentro ci sono molte ‘cose vere’, mescolate e combinate. C’è il rugby che mi è stato insegnato con passione da chi lo gioca, perché io non ho mai giocato, solo ammirato da fuori. C’è la registrazione di Brescia, dell’attentato; ci sono i testi del Libro Verbali Assemblee del Circolo I maggio, tutti rigorosamente autentici; ci sono tante storie vere di sport, di bar, di piazza che mi sono state regalate da amici generosi che riescono a tener acceso in testa il circuito della memoria e mi sorprendono con i loro racconti. Io che ho la memoria corta devo a loro la mia voglia di raccontare ancora.”
Marco Paolini
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31 marzo
Mercadante Teatro Stabile di Napoli
Gomorra
dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano
da un’idea di Ivan Castiglione, Mario Gelardi
di Roberto Saviano, Mario Gelardi
con Ivan Castiglione, Francesco Di Leva, Giuseppe Gaudino, Giuseppe Miale di Mauro, Adriano Pantaleo
e con la partecipazione straordinaria di Ernesto Mahieux
scene Roberto Crea
costumi Roberta Nicodemo
musiche Francesco Forni
immagini Ciro Pellegrino
regia Mario Gelardi
Premio Gli Olimpici del Teatro 2008
a Roberto Saviano e Mario Gelardi nella categoria Autore di Novità Italiana
Premio Franco Enriquez
nella categoria Miglior Spettacolo d'Impegno Civile
Premio Golden Graal
a Ivan Castiglione nella categoria Miglior Attore
Premio Il Primo
nelle categorie Miglior Spettacolo; Miglior Attore Emergente a Francesco Di Leva; Miglior Attore Non Protagonista a Ernesto Mahieux
Premio Girula' Teatro
nella categoria Miglior Attore Giovane a Adriano Pantaleo
Premio Roberto I San Severino
nella categoria Miglior Spettacolo

Già caso letterario, Gomorra diventa spettacolo teatrale, ricco di immagini e forme, narrazioni e documenti, ferocia e raccapriccio: è il primo testo del giovane Roberto Saviano, vincitore del Premio Viareggio Opera Prima 2006, che, forte della sua esperienza di giornalista–reporter, si rende testimone di una realtà dura e spietata, difficile da raccontare.
Questo dirompente affresco sociale contestualizza il mestiere di vivere in una realtà singolare come quella regolata dal “sistema”. Sullo sfondo, la Napoli dei clan, del porto e dei traffici, ma anche la gente, il silenzio, la connivenza.
Lo spettacolo punta sulla curiosità dello spettatore di vedere “materializzati” i personaggi del libro. Un vero e proprio gioco di specchi tra quello che è il frutto della fantasia del lettore e l’invenzione del drammaturgo-regista. Il tutto rielaborato secondo un tessuto linguistico che nasce dall’esperienza sul campo e crea una musica-suono, una comunicazione aggressiva e dura fatta di un napoletano duro e aggressivo e da testi che lo stesso autore definisce “quasi letteratura”.
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