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LE ORIGINI
Con la Legge n. 365 del 19.3.1942 viene costituito, in pieno periodo di guerra, l'Ente Teatrale Italiano per la cultura popolare, con lo scopo di promuovere "l'incremento delle attività teatrali e di pubblico spettacolo nel quadro delle direttive fissate dal Ministero della Cultura Popolare".
Per il raggiungimento di queste finalità, l'ETI può:
- acquistare, costruire e restaurare teatri;
- gestire teatri, e, occorrendo, imprese teatrali e cinematografiche;
Il capitale dell'Ente è costituito dalle partecipazioni di:
- INPS, INAIL e INA;
- Banca Nazionale del Lavoro;
- EIST (Ente Italiano per gli scambi teatrali con l'estero).
Organi dell'Ente sono
- il Consiglio di Amministrazione
- il Collegio dei Revisori dei Conti
Il Consiglio di Amministrazione prevede un Presidente, il Direttore Generale per il Teatro e per la Musica presso il Ministero della Cultura Popolare, un delegato del Partito Nazionale Fascista e un Consigliere per ciascuno degli Enti partecipanti al capitale.
GLI ANNI DEL DOPOGUERRA
In questo periodo l'ETI, gestendo e programmando fino a 180 sale, contribuisce a ricostruire il tessuto teatrale del Paese d'intesa con gli Enti Locali e/o con privati, assorbendo anche i compiti dell'EIST, che nel frattempo era stato sciolto. Acquisisce inoltre la proprietà dei Teatri Valle a Roma e della Pergola a Firenze, e assume o conferma la gestione diretta di spazi come il San Ferdinando di Napoli, il Duse di Bologna, il Quirino di Roma e il Piccinni di Bari.
GLI ANNI SETTANTA
Sono gli anni della trasformazione del sistema teatrale italiano: i circuiti teatrali territoriali (finanziati dall'ETI attraverso il sistema delle convenzioni) creano un autonomo sistema distributivo decentrato, cui le neonate regioni cominciano a garantire le prime collaborazioni; le cooperative teatrali producono spettacoli agili e impegnati che "girano" tutta la penisola; il teatro di ricerca e di sperimentazione si afferma rompendo gli schemi produttivi ed estetici; il teatro per ragazzi muove i primi passi, a partire da quell'animazione teatrale che rivendica la capacità formativa del mezzo scenico. Di fronte a queste importanti novità di ordine artistico ed organizzativo, l'ETI trova una risposta sul finire degli anni settanta; sotto la spinta dell'avvio concreto dato all'operatività delle regioni, e sulla base di una legge di riforma che ne ridefinisce le finalità, l'Ente assicura in quegli anni un crescente impegno sul piano distributivo sia in modo diretto che in collaborazione con gli organismi territoriali. In questi stessi anni l'Ente si struttura in sedi decentrate sul territorio, i cosiddetti Ispettorati: a Padova, Perugia e Foggia.
Nel 1975, a seguito del riordino degli Enti e delle Istituzioni Culturali nella più ampia famiglia degli Enti parastatali, con la Legge n. 70 del 20.3.1975, l'ETI viene inserito tra gli Enti Pubblici Culturali non economici. Il personale dei teatri direttamente gestiti continuerà ad essere disciplinato dalla contrattazione collettiva di diritto privato dello spettacolo che regola anche i dipendenti dei teatri stabili; il personale della direzione generale e delle sedi decentrate, invece, dal contratto pubblico del parastato.
Nel 1978 il legislatore, prendendo atto del radicale cambiamento del teatro italiano, con la Legge n. 836 del 14.12.1978 riforma l'Ente, con lo scopo di "promuovere nel quadro delle direttive emanate dal Ministero del Turismo e dello Spettacolo, l'incremento e la diffusione delle attività teatrali e di pubblico spettacolo nel territorio nazionale e all'estero". I rinnovati compiti dell'ETI sono:
- coordinare la circolazione delle Compagnie a livello nazionale anche in collaborazione con i circuiti territoriali;
- svolgere attività di promozione, programmazione e, ove occorra, gestione diretta dei teatri nel Mezzogiorno e nelle isole;
- programmare sale teatrali e gestire direttamente i teatri di proprietà o in uso, in accordo con Enti, organismi ed imprese locali per la realizzazione di una rete coordinata di distribuzione;
- effettuare scambi con l'estero;
- raccogliere, diffondere e documentare i dati relativi alle attività teatrali.
Organi dell'Ente sono:
- il Presidente
- Il Consiglio di Amministrazione
- il Comitato Esecutivo
- il Collegio dei Revisori
Il Consiglio di Amministrazione è composto da 21 membri nominati dal Ministro del Turismo e dello Spettacolo e si configura come un vero "parlamento del teatro nazionale", in cui siedono rappresentati degli Enti fondatori, delle categorie teatrali, dei sindacati, delle regioni.
GLI ANNI OTTANTA
Una volta chiuse le sedi decentrate di Padova, Perugia e Foggia, dal 1986 l'ETI mantiene la gestione diretta dei soli due teatri di proprietà, Pergola e Valle, e dei teatri in lungo affidamento, Quirino e Duse. Accanto all'attività distributiva e di puro e semplice sostegno alla diffusione degli spettacoli, si va affermando una nuova attenzione verso gli aspetti promozionali, cui seguono i primi progetti concreti soprattutto nel settore degli scambi con l'estero e del teatro per ragazzi, di cui si rafforza la specificità ed i compiti. Si lascia la gestione diretta delle sale ai Comuni o ai Circuiti teatrali, mentre si avviano nuove iniziative in collaborazione con i centri di teatro di ricerca e per ragazzi. L'ETI esordisce inoltre nel campo dell'organizzazione di convegni e sviluppa progetti di raccolta dati attraverso l'attività di un centro studi e documentazione.

GLI ANNI NOVANTA
La scelta di rafforzare l'ETI come Ente di promozione è definitiva e irreversibile: nascono i primi progetti legati a protocolli d'intesa con il Ministeri della Pubblica Istruzione e il Ministero di Grazia e Giustizia; i Percorsi Internazionali a Roma, Firenze, Bologna e Napoli; le vetrine e i progetti dedicati alle giovani generazioni di artisti e di spettatori; la trasformazione in Centri di Promozione dei Teatri direttamente gestiti; le attività nazionali e internazionali di formazione anche finanziate dalla UE; i progetti speciali per le Aree disagiate; la promozione del teatro italiano all'estero secondo modalità organiche e approfondite; l'avvio della banca dati e della videoteatroteca; la costituzione, presso il Teatro della Pergola, della Biblioteca Teatrale Alfonso Spadoni che gestisce un ampio fondo librario regionale e nazionale.
Nel 1993, a seguito dell'abrogazione, attraverso referendum, della legge istitutiva del Ministero del Turismo e dello Spettacolo (Decreto Presidenziale n. 175 del 5.6.1993), le funzioni del soppresso Ministero vengono trasferite in parte alle Regioni, in parte alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Con il Decreto Legislativo n. 394 del 2.10.1993 (che prevede, tra l'altro, il riordino degli Enti operanti nel settore dello Spettacolo da attuarsi tramite Regolamenti) e un Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 5.10.1993, vengono sciolti gli organi statutari dell'Ente e nominato un Commissario Straordinario. L'art. 3 del Decreto n. 394, infatti, al punto C del comma 3, recita "è prevista l'incompatibilità dell'appartenenza ai Comitati o agli Organi dell'Ente con l'esercizio di attività professionali obiettivamente tali da pregiudicarne l'imparzialità". Ovvero la composizione del Consiglio di Amministrazione dell'ETI indicata dalla Legge 836 diventava automaticamente illegittima perché le figure previste erano incompatibili con quanto espresso dal Decreto 394. Si dimettono nove consiglieri e, dopo tre sedute andate deserte, viene nominato un Commissario Straordinario con il compito di garantire lo svolgimento dell'attività istituzionale, in attesa di una modifica degli Organi e conseguente ricostituzione. Il Commissario è affiancato dal Collegio dei Revisori e dal Direttore Generale. Nonostante il commissariamento, l'ETI continua a svolgere un ruolo centrale nel sistema teatrale italiano, divenendone punto di riferimento imprescindibile per tutto ciò che concerne il rafforzamento delle politiche di agevolazione della cultura. Le aree di intervento si concretizzano in diverse azioni:
- il riequilibrio territoriale
- la promozione del teatro contemporaneo
- l'attenzione alle nuove generazioni di artisti e di pubblico
- la formazione
- gli scambi internazionali
- l'attuazione di progetti governativi in Italia e all'Estero
- programmi comunitari
- servizi di informazione rivolti al mondo del teatro
- l'applicazione delle nuove tecnologie al servizio del teatro
Il progetto delle Aree Disagiate sopracitato vede, peraltro, applicata una metodologia originale di lavoro con le Regioni e gli Enti Locali ispirata al principio della concertazione e del partenariato, e volta a sperimentare una nuova pratica di cooperazione per lo sviluppo ed il coordinamento tra centro e periferia attraverso la creazione, nel Sud d'Italia, di una fitta rete di luoghi, di operatori teatrali, di amministratori locali.
Nel frattempo, nel 1998, con il Decreto Legislativo n. 368 del 20.10.1998 viene istituito il nuovo Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero vigilante dell'ETI.

Lo statuto
Con il Decreto Ministeriale del 4.3.2002 che approva l'ultimo Statuto, l'Ente esce dal commissariamento. Dunque, l'ETI è retto dalla normativa relativa agli Enti Pubblici, dalle norme della Legge n. 836 del 14.12.1978, e dallo Statuto approvato nel marzo 2002, successivamente modificato dalle delibere del Consiglio di Amministrazione, approvate con Decreti del Ministro per i Beni e le Attività Culturali del 14/10/2005 e del 13/02/2009.
Secondo quanto espresso dal suddetto Statuto, l'ETI ha lo scopo di contribuire alla valorizzazione e diffusione della cultura e delle attività teatrali e di danza. Le aree di intervento si concretizzano innanzitutto nell'attività di promozione culturale sia in Italia che all'Estero, attraverso una intensa politica di scambi. Particolare attenzione è rivolta alla tutela delle tradizioni, al rinnovamento dei linguaggi artistici, alla valorizzazione del repertorio contemporaneo italiano. Grande spazio trovano le diverse forme di espressione artistica, e l'interdisciplinarietà tra le arti. L'Ente cura, inoltre, con rinnovato impegno, il rapporto fra le arti sceniche ed il mondo dell'Istruzione e dell'Università, e sostiena la formazione, la promozione e l'informazione del pubblico anche attraverso specifiche iniziative editoriali. Non ultima, fra le finalità statuarie, l'attività di formazione e aggiornamento professionale, e la diffusione dello spettacolo attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie e la collaborazione con l'emittenza televisiva.
Organi dell'Ente sono:
- il Presidente
- il Consiglio di Amministrazione
- il Collegio dei Revisori
La nomina del Direttore Generale viene ratificata dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Presidente.
Lo Statuto inoltre regola la progressiva dismissione dei teatri di proprietà o in gestione, che può essere decisa dal Consiglio di Amministrazione dell'Ente, salvaguardando la stabilità occupazionale del personale in organico e la destinazione di uso degli spazi. In questa direzione, l’Ente, con delibera del CdA n. 636 del 22 dicembre 2008, ha indetto una Gara europea a procedura aperta per l'affidamento in concessione dei servizi di programmazione e gestione della sala teatrale Teatro Quirino Vittorio Gassman di Roma, per la durata di dieci anni (1/07/2009 al 30706/2019), rinnovabile per ulteriori cinque anni. La gara è aggiudicata nell’aprile 2009 alla Gitiesse Artisti Riuniti Società Cooperativa a responsabilità limitata onlus.

LA SOPPRESSIONE
Con il Decreto Legge n.78 del 31 maggio 2010, l'Ente Teatrale Italiano viene soppresso. Recita l'art. 7, comma 20 del Decreto "Gli enti di cui all'allegato 2 sono soppressi e i compiti e le attribuzioni esercitati sono trasferiti alle amministrazioni corrispondentemente indicate.[...] Le amministrazioni di destinazione esercitano i compiti e le funzioni facenti capo agli enti soppressi con le articolazioni amministrative individuate mediante le ordinarie misure di definizione del relativo assetto organizzativo".
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