Casa dei Teatri (2005-2010)

Con il Protocollo d'Intesa tra il Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali - Dipartimento IV e l'Eti, si è formalizzata una collaborazione nella realizzazione di progetti e attività di comune interesse per la promozione della cultura teatrale. In questo quadro, dal gennaio 2005, le due istituzioni collaborano alla programmazione della Casa dei Teatri, spazio gestito dall'Assessorato alle Politiche Culturali Comune di Roma, d'intesa con il Municipio Roma XVI e in collaborazione con Biblioteche di Roma, situato nello storico Villino Corsini di Villa Pamphilj. Il progetto dedicato allo spettacolo dal vivo in una prospettiva multidisciplinare coniuga i percorsi dello studio e della formazione con quelli del "fare" e "vedere" spettacolo.

La presenza di collezioni speciali originali e di spazi per mostre, incontri e proiezioni nel Villino fanno della Casa dei Teatri una struttura unica nel panorama romano.

 

Casa dei Teatri Villino Corsini Villa Doria Pamphilj
largo 3 giugno 1849 - Roma (ingresso Arco dei Quattro Venti)
orario di apertura: da martedì a domenica ore 10-17
tel. 06.45460693 / 060608
www.casadeiteatri.culturaroma.it

 




Fermare l'attimo. I 60 anni del Piccolo Teatro di Milano PDF Stampa E-mail

FERMARE L’ATTIMO
I 60 ANNI DEL PICCOLO TEATRO DI MILANO
NELLE FOTOGRAFIE DI LUIGI CIMINAGHI, MARCELLO NORBERTH E GÉRARD UFÉRAS

FOTOGRAFIE, OGGETTI TEATRALI, RASSEGNA VIDEO

dal 14 dicembre 2007 al 2 marzo 2008
mostra a cura di Luciano Ferroni e Giovanni Soresi

Leggi tutto... [Fermare l'attimo. I 60 anni del Piccolo Teatro di Milano]
 
Sipario sonario. La musica per il teatro PDF Stampa E-mail


in collaborazione con
Roma Multiservizi e Zétema Progetto Cultura

SIPARIO SONORO
LA MUSICA PER IL TEATRO
DI CARPI, ANNECCHINO, DI POFI, GREGORETTI, MAZZOCCHETTI, PIOVANI, SCIALÒ, SEPE, SINAGRA
musiche, partiture, fotografie
dal 19 settembre al 2 dicembre 2007

mostra a cura di Nicola Fano per Eskimo

UNA MOSTRA DA ASCOLTARE

Questa mostra vuole raccogliere la scommessa di “esporre la musica”, offrendola senza mediazioni al visitatore e ponendola al centro del percorso espositivo. Per ogni musicista sarà allestita una doppia postazione audio in cui il pubblico potrà ascoltare in cuffia una colonna sonora, apprendere le notizie biografiche del compositore e godere delle foto di scena dei suoi spettacoli.
Un'altra colonna sonora composta da una scelta dei brani di tutti i musicisti saràdiffusa lungo tutto il percorso espositivo. Inoltre, grazie agli I Pod disponibili presso il front office della Biblioteca Casa dei Teatri, il pubblico potrà ascoltare le musiche di scena anche passeggiando nel parco di Villa Pamphilj.

Il teatro è multimediale da quasi duemilacinquecento anni. E' dal tempo dei primi greci, infatti, che sulla scena i linguaggi si mescolano: il corpo, la voce, le immagini e la musica. Questa commistione è la specificità del teatro da sempre e, da sempre, ciascuno di questi linguaggi concorre alla definizione della spettacolarità. Se ora noi non sappiamo quali musiche intonassero gli interpreti del teatro greco o gli attori shakespeariani, o quelli di Molière o tanti altri dopo di loro, è solo perché la storia del teatro non sempre si è occupata di testimoniare tutte le componenti della spettacolarità. Ma sappiamo anche che questo è solo uno dei tanti effetti dell'effimero teatrale, della sua precaria vita – sera dopo sera, ogni volta diversa – che si consuma nella memoria e nelle emozioni di chi sta in platea e di chi sta in palcoscenico.
Ora, almeno nell'ambito della produzione musicale per il teatro, è tempo di correre ai ripari e cercare di testimoniarla direttamente. Le cose hanno cominciato a cambiare, almeno in parte, nel Novecento quando la musica da teatro ha iniziato ad assumere un ruolo rilevante. In questo senso Bertolt Brecht, forte delle sue collaborazioni con Kurt Weill o con Hans Eisler, ha avuto una grande importanza. In Italia, la musica di scena ha conosciuto grande fortuna grazie alla collaborazione straordinaria tra Giorgio Strehler e Fiorenzo Carpi: ed è da lì che bisogna partire per raccontare gli approdi di questo genere. Il progetto Sipario Sonoro vuole raccontare quest'avventura, ponendo Carpi all'origine di una sperimentazione costante che ancora oggi continua a dare i suoi frutti.
Perché la musica applicata ha una sua specificità molto importante che la rende unica e non seconda rispetto ad altre tradizioni musicali, dall'opera alla canzone. La musica, a teatro, è qualcosa di più di un semplice elemento posto a commento dell'azione: è uno degli strumenti a disposizione dell'autore, del regista e degli attori per comunicare al pubblico le proprie intenzioni, i propri sentimenti. La musica, per esempio, può rendere comica o drammatica una situazione: può darle sostanza emotiva, se la sottolinea, o forza ironica se la contrasta. Senza contare che una canzone, in scena, dà riconoscibilità popolare allo spettacolo e ne prolunga il ricordo nella memoria degli spettatori.
Quindi oggi registi e attori usano la musica sia in chiave poetica sia in chiave popolare. Dal punto di vista strettamente tecnico, la composizione musicale per il teatro tiene conto tanto della molteplicità di funzione che essa ha in scena, quanto della necessità di entrare in relazione con altri linguaggi. Per intenderci: se la parola teatrale spesso non può fare a meno della musica e dell'immagine scenica per arrivare allo spettatore, così la musica di scena non può fare a meno della parola e della scena per ottenere il suo risultato.
Questo fa della musica da teatro un genere compositivo a sé stante, ma noi vorremmo dimostrare che essa, comunque, ha una sua godibilità assoluta. Molti brani nati per il teatro ci sono rimasti nelle orecchie, così come nella testa abbiamo un'infinità di canzoni scritte in origine per la scena. Questa peculiarità vorremmo fosse colta da chi seguirà il progetto Sipario Sonoro.

Nicola Fano

I PROTAGONISTI

Sono nove i musicisti che partecipano al progetto Sipario Sonoro. Il primo fra loro non poteva non essere Fiorenzo Carpi che, negli anni, ha segnato con le sue musiche e le sue canzoni l'immaginario di gran parte del teatro italiano, non solo tramite la partecipazione a tutti gli spettacoli di Giorgio Strehler. Gli anni dai Cinquanta ai Settanta, infatti, sono pieni di canzoni di Carpi che ancora oggi danno il sapore culturale e popolare dell'epoca. Ma anche gli altri musicisti, sia pure di generazioni e stili diversi, hanno conquistato nel teatro italiano spazio e identità. Si va da Nicola Piovani a Germano Mazzocchetti , da Pasquale Scialò a Antonio Sinagra , da Arturo Annecchino a Antonio Di Pofi , da Lucio Gregoretti a Daniele Sepe : si tratta di alcuni fra i maggiori autori di musica da teatro – e non solo, naturalmente – che hanno saputo indirizzare con il proprio gusto compositivo o con le proprie ricerche la scena italiana degli ultimi decenni.
Dallo spirito popolare e bandistico a quello intimista, dagli echi strawinskiani alle più timide contaminazioni dodecafoniche, dalla giocosità tipica di Nino Rota fino al recupero di ritmi etnici. Tutti i generi musicali sono rappresentati qui, proprio perché la musica da teatro è una somma di tutti i generi. E non può essere diversamente, perché un grande compositore teatrale deve poter maneggiare tutti gli stili, riuscendo sempre a dare a ciascuno il suo segno. Un segno personale che il progetto Sipario Sonoro cerca di ricostruire: autore per autore, spettacolo per spettacolo.

Un video per Sipario Sonoro

Nell'ambito della mostra è indetto un concorso aperto a giovani film-maker. Ogni partecipante al concorso può creare un videoclip sfruttando come colonne sonore le musiche dei compositori a cui è dedicata la mostra.

Info: www.casadeiteatri.culturaroma.it

Festa dei Teatri 2007
In programma, il 7 ottobre in occasione della Festa dei Teatri , alle ore 21.00 al Teatro Valle :

La giostra e la banda
concerto di musiche di Fiorenzo Carpi.
arrangiamenti di Arturo Annechino, Antonio Di Pofi, Lucio Gregoretti, Germano Mazzocchetti,Nicola Piovani, Pasquale Scialò, Daniele Sepe e Antonio Sinagra.

Lo spettacolo, organizzato da Agis-Lazio in collaborazione con ETI Ente Teatrale Italiano, è riservato agli abbonati de Un abbonamento per tutti e ai partecipanti alla Festa dei Teatri 2007 .

Info: tel. 06.4451208; www.spettacoloromano.it

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Armonie del '900 Costumisti d'eccezione per la lirica e il balletto PDF Stampa E-mail

ARMONIE DEL ‘900
COSTUMISTI D'ECCEZIONE PER LA LIRICA E IL BALLETTO
dal 9 maggio al 5 agosto 2007

mostra a cura di Luisa Viglietti
con la collaborazione scientifica di Francesca Rachele Oppedisano

 

Se il mondo intero quale rappresentazione non è che la
visibilità della volontà, l'arte è quella che fa più limpida codesta
visibilità, la camera oscura, che gli oggetti fa apparire più puri
e meglio vedere e abbracciar con lo sguardo. E' lo spettacolo
nello spettacolo, la scena nella scena…
Arthur Schopenhauer

La mostra rievoca uno dei momenti più profondi del rapporto che l'arte pittorica e l'arte plastica hanno intrattenuto con l'arte del costume di scena attraverso gli storici allestimenti del Teatro dell'Opera di Roma. Un legame che, racchiuso nelle pieghe, nelle trame e nei colori dei tessuti realizzati da alcuni grandi artisti del Novecento, si offre al pubblico, in diversi casi per la prima volta, attraverso la scelta di preziosissimi resti.
Bozzetti, figurini e fotografie d'epoca, assieme agli abiti di scena, offriranno l'opportunità ai visitatori di ritornare all'origine di un pensiero scultoreo che si fa movimento e di una pittura che, sconfinata dai margini della cornice, si fa danza nel suono che la anima.

Sul principio degli anni quaranta, Enrico Prampolini confermando la sua originaria vocazione scenotecnica, impiegato, oramai, al suo mestiere di scenografo, mitigando gli ardori futuristi in nostalgici rimandi formali, realizza nel 1942 i bozzetti per le scene e i costumi del balletto La Tarantola di Piccioli. L'anno seguente Filippo De Pisis collabora a La Rosa del Sogno di Casella, su temi di Bagnini, ideando un unico fondale “paesaggistico” in stile fauve. Nel '45 la critica del tempo apprezza le scene e i costumi pensati da Fabrizio Clerici per Didone ed Enea di Purcell, poiché sono in grado di comunicare al grande pubblico in modo “garbato” lo stile surrealista dell'artista. Nel 1964 Giacomo Manzù , Giorgio De Chirico e Lila De Nobili firmeranno le scene e i costumi, rispettivamente, dell'opera-oratorio Oedipus Rex di Stravinskij, dell'Otello di Rossini e del balletto di Jean Babilèe ispirato alle Suite gastronomique di Rossini, Le Rois des Gourmets. De Nobili, già famosa per aver realizzato Traviata con Visconti nel '55, prima di lasciare le scene per dedicarsi esclusivamente alla pittura, riuscirà a mantenere una straordinaria corrispondenza pittorica tra la raffinata delicatezza dei suoi bozzetti e la loro materializzazione sulla scena. Manzù si confronterà per la prima volta con il mondo teatrale attraverso le scene e i costumi per Oedipus Rex di Stravinskij conferendo all'impianto scenografico gravi tonalità di grigi e ideando per gli attori della tragedia, statici e scultorei costumi. Con l'Otello rossiniano De Chirico, rinunciando a qualsiasi legame linguistico con la partitura musicale, ritroverà nelle scenografie pittoriche di matrice ottocentesca i colori di Tiziano, Tintoretto, Rembrandt e Delacroix e nei costumi la fastosità del cinquecento veneziano.

All'interno di questo orizzonte formale Mirko Basaldella nel 1956 affronterà i bozzetti per le scene e i costumi de La création du Monde di Darius Milhaud. L'anno seguente, in nome di un'arte periodica e polifonica (metafisica, cubista e informale) Corrado Cagli realizzerà le scene e i costumi per il balletto d'Abel Hermant, Bacco e Arianna. Infine nel 1976 Renato Guttuso presterà ancora una volta la sua arte al teatro realizzando i bozzetti per le scene e i costumi dell'opera di Nino Rota, Aladino e la lampada magica. Conferendo oggettività alla trama fiabesca dell'opera Guttuso ci riconduce là dove la rappresentazione ritrova la sua verità, dove quella parte di reale da sempre considerata un simulacro è l'unica destinata a permanere nel tempo. Attraverso questi artisti-scenografi si riscopre il vero senso del contributo dell'arte visiva alla messa inscena dei balletti e delle opere al Teatro dell'Opera di Roma: il miracolo dell'artificio reso possibile attraverso una apparente incompatibilità linguistica tra le diverse espressioni artistiche.

INCONTRI

venerdì 18 maggio ore 16.00/18.00
Bonizza Giordani Aragno, costumista e docente di storia del costume e della moda
“Quando la moda diventa spettacolo”

venerdì 25 maggio ore - 16.00/18.00
Gabriele Pacchia , costumista, sarto e titolare della Sartoria GP11
“Il personaggio in sartoria”

venerdì 1 giugno ore - 16.00/18.00
Anna Biagiotti , responsabile della sartoria del Teatro dell'Opera di Roma
“La sartoria del Teatro dell'Opera di Roma”

venerdì 8 giugno ore - 16.00/18.00
Odette Nicoletti , costumista
“Un viaggio con Francesca da Rimini”

In occasione della mostra si svolge un seminario-laboratorio,
con Giovanna Arena , Silvana Bino e Olga Jesurum ,
per studenti di costume, moda e spettacolo.

RASSEGNA VIDEO

SETTIMANA DEDICATA AI GRANDI INTERPRETI
dal 15 al 20 maggio
dal 29 maggio al 3 giugno
dal 12 al 17 giugno
dal 26 giugno al 1 luglio
dal 10 al 15 luglio
dal 24 al 29 luglio

martedì ore - 15.30
DON GIOVANNI
Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart
Wiener Phiharmonic Orchestra
diretta da Wilhelm Furtwangler
(1954), durata 2h50'

mercoledì ore 10.30
IL TROVATORE
Musiche di Giuseppe Verdi
con Mario del Monaco, Fedora Barbieri, Leyla Gencer
direttore: Fernando Previtali
(1957),durata 2h05'

mercoledì ore- 16.00
GIOVANNA D'ARCO
Musiche di Giuseppe Verdi
Orchestra e coro del Teatro Comunale di Bologna
diretta da Riccardo Chailly
regia di Werner Herzog (1995),durata 2h 07'

giovedì ore- 10.30
ERNANI
Musiche di Giuseppe Verdi
Orchestra e coro del Teatro alla Scala
diretta da Riccardo Muti
con Mirella Freni, Renato Bruson, Placido Domingo
regia di Luca Ronconi
(1982), durata 2h 17'

giovedì ore- 17.00
RUDOLF NUREYEV ALLA SCALA
Rassegna delle esibizioni scaligere di Rudolf Nureyev
(1968 - 1987 - 1990), durata 1h16'

venerdì ore- 10.30
NABUCCO Musiche di Giuseppe Verdi
Orchestra e coro del Teatro alla Scala
diretta da Riccardo Muti
regia di Roberto de Simone con Renato Bruson, Ghena Dimitrova
(1987), durata 2h 20'

venerdì ore- 16.00
LA DONNA DEL LAGO
Musiche di Gioacchino Rossini
regia di Werner Herzog
(1992), durata 2h 40'

sabato ore- 11.00
SALOMÉ
Musiche di Richard Strauss
dirette da Giuseppe Sinopoli con Catherine Malfitano,
Simon Estes
(1990), durata 1h 48'

sabato ore- 17.00
IL LAGO DEI CIGNI
Coreografia di Rudolf Nureyev
musiche di Piotr Ilich Ciaikowskij
balletto Wiener Staatsoper
(1987), durata 1h 47'

domenica ore- 11.00
CALLAS LIFE & ART
Documentario sulla vita e l'opera di Maria Callas
dal 1954 al 1974 e Performances Hamburg 1962
arie da Massenet, Bizet, Rossini, Verdi
durata 1h 58'

domenica ore- 17.00
DON QUIXOTE
Coreografia di Mikhail Baryshnikov
musiche di Ludwig Minkus - American Ballet Theater
(1983), durata 1h 25'

SETTIMANA DEDICATA AI GRANDI REGISTI
dal 22 al 27 maggio
dal 5 al 10 giugno
dal 19 al 24 giugno
dal 3 all'8 luglio
dal 17 al 22 luglio
dal 31 luglio al 5 agosto

martedì ore- 15.30
DON GIOVANNI
Regia di Peter Sellars
Musiche di W. A. Mozart (1990), durata 3h10'

mercoledì ore- 10.30
DON GIOVANNI
Regia di Joseph Losey
Musiche di W. A. Mozart (1980), durata 2h 56'

mercoledì ore- 17.00
ADVENTURE OF DON QUIXOTE
Regia di Gorge Wilhelm Pabst
Musiche di Jaques Ibert e Alexander Dargomyzhsky
(1933), versione in inglese con sottotitoli, durata 55'21''

giovedì ore 10.30
CARMEN
Regia di Francesco Rosi
Musiche di George Bizet
(1984), durata 2h 32'

giovedì ore- 17.00
CARMEN
Regia di Cecil B. De Mille
Musiche di George Bizet
(1915) film muto, durata1h15'24”

venerdì ore- 10.30
DON GIOVANNI
Regia di Peter Brook
Musiche di W. A. Mozart
(2002), durata 2h54'

venerdì ore 16.00
OEDIPUS REX
Regia di Julie Taymor
Musiche di Igor Stravinsky
(1993) giapponese e latino, con sottotitoli, durata 58'

sabato ore- 11.00
ORFEO
Regia di Trisha Brown
Musiche di Claudio Monteverdi
(2007), durata 1h 50'

sabato ore- 17.00
ARIA
Film in 10 episodi diretti da Roeg, Sturridge,
Godard, Temple, Altman, Roddam, Russell, Jarman,
Bryden, Beresford
(1988), durata 1h 30'

domenica ore- 11.00
IL FLAUTO MAGICO
Regia di Ingmar Bergman
Musiche di W. A. Mozart
(1973), durata 2h 15'

domenica ore- 17.00
CARMEN STORY
Regia di Carlos Saura
Musica di Paco De Lucia
(1983), durata 1h 42'

Tutti i film sono anche visionabili su richiesta presso la Biblioteca di Casa dei Teatri.

Tutti i Martedì ore - 11.00
proiezione del film-documentario
CHIARI E MORBIDI TESSUTI.
L'ARTE DI PIERO TOSI

di Matteo Pedani
durata 1h

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Odin Teatret. Immagini di un'avventura teatrale PDF Stampa E-mail
ODIN TEATRET
IMMAGINI DI UN'AVVENTURA TEATRALE
manifesti, fotografie, incontri, rassegna video
dal 16 marzo al 15 aprile 2007
a cura di Piera Storari e Silvia Ruffini per l'Università Roma Tre - Biblioteca delle Arti

LA MOSTRA

Una mostra per raccontare la storia del Nordisk Teaterlaboratorium/Odin Teatret – più noto semplicemente come Odin Teatret – attraverso i manifesti degli spettacoli e degli eventi, i programmi di sala, le foto di Tony D'Urso e alcuni video degli spettacoli e delle dimostrazioni di lavoro teatrale. Un focus, dunque, sulle immagini e l'immaginario del celebre gruppo di teatro che nel 2007 compie 43 anni.
La mostra illustra il lungo percorso del gruppo con immagini di straordinaria pregnanza figurativa, dense di materia e vita, quella stessa vita che riannoda mito e paesaggio, memoria e simbolo, grazie alla sapiente architettura dei suoi prestigiosi autori, fra i quali ricordiamo Peter Bysted.
In questa mostra il racconto di un'avventura teatrale fuori dal comune quale quella dell'Odin Teatret è affidato alle immagini dei manifesti, dei video, dei programmi di sala e delle fotografie.
I manifesti scandiscono le tappe più significative di circa quaranta anni di attività teatrale. Che si tratti di lavori di artisti chiamati per l'occasione o del frutto di collaborazioni più stabili nel tempo, essi evocano gli elementi chiave dell'evento cui il manifesto è dedicato: un oggetto, un'impronta, un tono cromatico, un frammento di messa in scena, il senso complessivo di una ambientazione. Gli autori dei manifesti in mostra sono spesso artisti attivi, oltre che nel campo delle arti figurative, anche in quello dello spettacolo in generale, e in particolare dell'Odin Teatret.
Anche i programmi di sala testimoniano in modo tangibile la cura, l'interesse, l'amore dell'Odin per lo spettacolo e per tutto ciò che gravita intorno ad esso. Sia nel caso che generino un libro, sia che evochino un diario di bordo con immagini e testi dell'attore che ha interpretato lo spettacolo, sia che si propongano come un viaggio per immagini attraverso lo spettacolo, i programmi di sala sono pensati come un supporto per la memoria dello spettacolo, non per vedere meglio ma soprattutto per rivedere.
Arricchiscono la mostra le fotografie di Tony D'Urso, fotografo pugliese. Tra i suoi primi lavori di rilievo vi sono mostre fotografiche e audiovisivi sull'emigrazione, il servizio di leva, e altri temi legati alle lotte degli anni '70. Naturale dunque la sintonia con l'Odin Teatret, che segue assiduamente fin dal 1972, diventandone così il fotografo “ufficiale”.
La mostra include anche una rassegna video di spettacoli, documentari e filmati didattici sull'Odin.
Il materiale messo in mostra proviene dalla selezione di un cospicuo fondo che la Biblioteca di Area delle Arti – Sezione Spettacolo Lino Miccichè dell'Università Roma Tre ha acquisito nell'ambito di un progetto di cooperazione con il Nordiske Teaterlaboratorium di Holstebro, in Danimarca, in previsione della costituzione di una selezione ragionata dell'ormai sconfinata bibliografia sull'Odin Teatret e allo scopo di diventare un importante punto di riferimento in Italia per lo studio di questo gruppo di teatro.

L'ODIN TEATRET

Nasce ad Oslo nel 1964, ad opera del regista italiano Eugenio Barba e di alcuni attori espulsi dalle Accademie ufficiali; si trasferisce poi stabilmente, dal 1966, a Holstebro, in Danimarca. Prima della fondazione, Eugenio Barba aveva collaborato per due anni – dal '61 al '63 – con Jerzy Grotowski, il regista polacco che ha rivoluzionato il teatro del secondo Novecento.
Dalla metà degli anni '70 l'Odin introduce nei suoi viaggi in ogni parte del mondo la pratica del “baratto”: uno scambio tra le sue esperienze artistiche (training, spettacoli di strada e in teatro, improvvisazioni) con le diverse comunità ospitanti, che rispondono con le proprie danze e musiche, cerimonie tradizionali. Del 1976 è il manifesto del “Terzo Teatro”, come Barba chiamò quell'universo di persone che danno il nome di teatro alla pratica della propria scontentezza e della propria voglia di cambiare: oltre il “primo”, dell'istituzione; e oltre il “secondo”, dell'avanguardia. Nel 1979 Barba formula i principi dell'Antropologia Teatrale, che si concentra sul livello pre-espressivo dell'attore, cioè sulla sua capacità di attrarre l'attenzione dello spettatore a prescindere dal contenuto, dallo stile recitativo e dall'ideologia dello spettacolo in cui agisce.
Oltre all'allestimento di spettacoli, l'Odin promuove una serie di eventi di cultura teatrale:

- ISTA (International School of Theatre Anthropology) in cui le implicazioni dell'Antropologia Teatrale vengono messe alla prova di teatranti e studiosi d'ogni parte del mondo e d'ogni tradizione del teatro. Alla prima sessione, nel 1980, ne sono seguite altre 13, l'ultima in Polonia nel 2005.

- Holstebro Festuge, settimana di festa a Holstebro con cadenza triennale, iniziata nel 1991: ad essa prendono parte gruppi di teatro e associazioni culturali d'ogni tipo.

- Odin Week , con cadenza annuale, un incontro di pedagogia ed etica del teatro per giovani gruppi di attori.

Inoltre, l'Odin ha una propria casa editrice.

Incontri

VIDEO A MEMORIA
venerdì 16 marzo ore 12.00
Il teatro che mi piace
a cura del Prof. Franco Ruffini, Dams-Università Roma Tre

mercoledì 28 marzo ore 15.30
Il primo spettacolo
a cura della Prof.ssa Mirella Schino, Dams-Università dell'Aquila

mercoledì 4 aprile ore 15.30
Dentro l'Odin Teatret
a cura del Prof. Ferdinando Taviani, Dams-Università dell'Aquila

mercoledì 11 aprile ore 15.30
Immagini sulla retina
a cura della Prof. Clelia Falletti, Dams-Università Roma La Sapienza

RASSEGNA VIDEO
Per tutta la durata della mostra proiezioni :

Eugenio Barba e l'Odin Teatret. In cammino attraverso il teatro
1994, 60 min.

Sulle due sponde del fiume
regia Torgeir Wethal, 1978, 58 min.

In the beginning was idea (the Gospel according to Oxyrhincus)
regia Torgeir Wethal, 1991, 71 min.

Su richiesta sarà possibile visionare altri video dedicati all'Odin Teatret presso la Biblioteca di Casa dei Teatri (ore 10-17)
La mostra proseguirà poi nelle Biblioteche di Roma con il seguente calendario:

Biblioteca Elsa Morante ( Via Adolfo Cozza 7, Ostia Lido) dal 27 aprile al 26 maggio
Biblioteca Marconi ( Via Gerolamo Cardano 135) dal 4 al 30 giugno
Biblioteca Franco Basaglia ( Via Federico Borromeo 67) dal 9 al 28 luglio

 
Un mondo di figure e ombre PDF Stampa E-mail

UN MONDO DI FIGURE D'OMBRA
mostra, laboratori, film d'animazione

dal 16/01/2007 al 07/03/2007
in collaborazione con
Università di Roma La Sapienza, Dipartimento di Arti e Scienze dello Spettacolo,
Roma Multiservizi, Zétema Progetto Cultura

TEATRO GIOCO VITA

Teatro Gioco Vita, Compagnia di Piacenza, dal 1971 è attivo nella produzione, promozione e ricerca teatrale per i ragazzi e i giovani. Attualmente è riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Regione Emilia Romagna come Teatro Stabile di Innovazione.
Diretto da Diego Maj, si compone di diverse realtà. Una Compagnia artistica, specializzata nel teatro d'ombre e impegnata oltre che nella produzione di spettacoli, con Fabrizio Montecchi in qualità di regista, anche in attività di laboratorio con le scuole e i giovani. Due atelier, l'Officina delle Ombre e il San Bartolomeo, luogo delle produzioni e della ricerca di Teatro Gioco Vita. I teatri (Teatro Comunale Filodrammatici e Teatro Municipale di Piacenza, Teatro Verdi di Castelsangiovanni) rappresentano una grande casa dove si sperimentano e realizzano rassegne teatrali, ospitalità, scambi culturali, luoghi dove progettare percorsi artistici e culturali. Nata dall'esperienza dell'animazione teatrale, la Compagnia artistica incontra il teatro d'ombre alla fine degli anni Settanta. Dal suo operare Teatro Gioco Vita ha maturato un'esperienza unica nel suo genere che gli è valsa riconoscimenti e prestigiose collaborazioni in ogni parte del mondo, alle quali affianca l'attività sul territorio di Piacenza e provincia.

 

EMANUELE LUZZATI

Emanuele Luzzati é nato a Genova il 3 giugno 1921.
Dal 1944 ad oggi la sua attività poliedrica è un susseguirsi di produzioni nei più svariati ambiti della creatività artistica: dal teatro al cinema d'animazione, dall'opera lirica alle ceramiche d'arte, dalla cartellonistica alla illustrazione di libri per l'infanzia.
Nel teatro Luzzati svolge attività di scenografo e costumista proponendo, nella prosa, nell'opera lirica e nel balletto soluzioni ardite e originali che reinventano ogni volta nuove forme di teatralità, partendo dall'uso dello spazio, del colore, dei materiali. In ciascun campo Luzzati impone la sua genialità ottenendo ovunque riconoscimenti: oltre ai Premi Ubu per il teatro e per la scenografia e ai vari Stregatto per il teatro ragazzi, nel 1955 a Cannes e nel 1970 ad Albisola viene premiato per la sua attività di ceramista e nel 1982 ottiene due premi internazionali come illustratore, il premio Andersen-Baia delle Favole del Comune di Sestri Levante e il premio della Biennale di Bratislava.
Muore a Genova il 26 gennaio 2007 all’età di 85 anni.

Il rapporto tra Teatro Gioco Vita e Lele Luzzati , iniziato nel 1978, ha prodotto fino ad oggi nove spettacoli e numerosi altri momenti di collaborazione artistica. Alcuni spettacoli sono tuttora nel repertorio della Compagnia piacentina, di altri rimangono il documento, spesso datato e freddo, e la memoria ricca di immagini ancora calda delle emozioni che
quegli spettacoli ci hanno procurato. Ma soprattutto rimangono gli oggetti, i materiali, che testimoniano e raccontano del percorso fatto, delle esperienze vissute…
Un mondo di figure d'ombra è dunque il tentativo di far rivivere questi materiali: una volta decontestualizzati dallo spettacolo essi non meritano di essere esposti solo didatticamente ma conservano la forza di risvegliare suggestioni ed emozioni che, ci auguriamo, possano essere non più solo nostre ma anche di chi, come noi, accetti di attraversare un mondo di figure d'ombra . In un certo senso questa mostra può essere considerata come ”lo spettacolo che di sé dà il teatro d'ombre”.
Infatti insieme all'esposizione di manifesti, bozzetti, sagome, scene originali, materiali audiovisivi e fotografici, vengono proposte vere e proprie situazioni di spettacolo . Queste esprimono i diversi procedimenti creativi unitamente alle scoperte sui materiali, le suggestioni delle ombre con gli strumenti necessari a produrle. Ciò che questo tipo di struttura espositiva si propone non è di mostrare il singolo elaborato ma suggerire il complesso sistema di interrelazioni che sottostanno alla nascita di un'ombra per il teatro d'ombre.
Emerge così la “particolarità” del contributo di Lele Luzzati e la “specificità” di questa mostra rispetto ad altre sulla sua attività di scenografo.
La mostra copre un arco di tempo nel quale il sodalizio artistico tra Lele Luzzati e Teatro Gioco Vita ha prodotto gli spettacoli Il Barone di Münchausen (1978), Il Mostro Turchino (1980), I Tre Grassoni (1981), Gilgamesh (1982), Odissea (1983), La Boîte à Joujoux (1986) e numerose collaborazioni
Il percorso espositivo guida lo spettatore attraverso i contenuti e le immagini della ricerca di Teatro Gioco Vita, tra gli spettacoli nati dalla collaborazione con Lele Luzzati e allo stesso tempo attraverso l'evoluzione delle soluzioni tecniche adottate dalla Compagnia:
Il nuovo nella tradizione
Le immagini non sono ancora il frutto di una nuova tecnica e non parlano ancora un nuovo linguaggio. Le luci, lo spazio, le sagome... quanta strada c'è da fare!
La trasformazione dello spazio
Le ombre non sono più sottili figure nere compresse tra lo schermo e la sagoma, ma figure in libertà. Un nuovo spazio per le ombre è nato.
L'esplosione della luce
L'idea di spazio per le ombre si evolve facendo esplodere le possibilità espressive connesse all'intersecarsi di luce, sagome e schermo.
Il davanti e il dietro
Siamo finalmente giunti ad una scena aperta. L'ombra si stacca dalla superficie e invade lo spazio, lo attraversa, si sovrappone ad altre ombre, dialoga con la luce e il buio. Lo spazio tridimensionale della scena occidentale è conquistato.

Un viaggio fantastico nel mondo del teatro d'ombre dove le figure d'ombra riprendono vita tornando ad essere il Mostro Turchino, Gilgamesh, Ulisse e altri eroi. I visitatori dunque, coinvolti in prima persona da un'equipe di animatori, impareranno a giocare con le ombre. Potranno creare suggestive immagini utilizzando le luci e maneggiando le sagome disegnate dallo scenografo. Un modo per esprimere liberamente creatività e fantasia.

VISIONE film d'animazione realizzati da Lele Luzzati
con prenotazione anche telefonica allo 06.45440707

La gazza ladra Italia, 1964, 11'
regia, sceneggiatura: Giulio Gianini e Emanuele Luzzati
fotografia, montaggio, animazione: Giulio Gianini
disegno, scenografia: Emanuele Luzzati
musica: Sinfonia da La gazza ladro di Gioacchino Rossini
consulenza musicale: Gianfranco Maselli
produzione: Gianini e Luzzati

L'Italiana in Algeri Italia, 1968, 10'
regia, sceneggiatura: Giulio Gianini e Emanuele Luzzati
fotografia, montaggio, animazione: Giulio Gianini
disegno, scenografia: Emanuele Luzzati
musica: Sinfonia da L'Italiana in Algeri e Temporale da Il
barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini
consulenza musicale: Gianfranco Maselli
produzione: Gianini e Luzzati

Pulcinella Italia, 1973, 12'
regia, sceneggiatura: Giulio Gianini e Emanuele Luzzati
fotografia, montaggio, animazione: Giulio Gianini
disegno, scenografia: Emanuele Luzzati
musica: Sinfonia da Il Turco in Italia di Gioacchino Rossini
consulenza musicale: Gianfranco Maselli
produzione: Gianini e Luzzati

Il flauto magico Austria, 1978, 28'
regia, sceneggiatura: Giulio Gianini e Emanuele Luzzati
adattamento: Tonino Conte e Emanuele Luzzati
fotografia, montaggio, animazione: Giulio Gianini
disegno, scenografia: Emanuele Luzzati
musica: brani da Il flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart
montaggio musicale: Michael Rose
collaboratori per le animazioni: Manfredo Manfredi, Jan Trmal
fotografia 'dal vero': Mario Bernardo
produzione: Thalia Film

VISITE GUIDATE

Per tutta la durata della mostra sono previste, per gli alunni delle scuole elementari, visite guidate con un laboratorio di teatro delle ombre.

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