Compagnia Mauri Sturno

PROGETTO VALLE 2009.2010 • MONOGRAFIE DI SCENA
dal 9 al 28 marzo 2010
Roma, Teatro Valle

Maestro del teatro italiano e protagonista della prossima Monografia al Teatro Valle, Glauco Mauri porta in scena con Roberto Sturno un testo contemporaneo, L’inganno di Shaffer, e regala al pubblico anche una straordinaria e unica serata Beckettiana.

Mauri sfida ancora una volta Sturno in scena, interpretando e firmando la regia de L’inganno, tratto da Sleuth (Il segugio) scritto da Anthony Shaffer nel 1969 e vincitore del prestigioso Tony Award nel 1971 per la migliore commedia dell’anno. Un raffinato e grottesco thriller psicologico giocato sul contrasto tra verità e menzogna.
Mauri regala al pubblico anche una straordinaria e unica serata Beckettiana: lui, pioniere dell’autore irlandese in Italia, presenta la sua interpretazione di oggi de L’ultimo nastro di Krapp, seguita dalla proiezione della ripresa video di Atto senza parole, del 1967.

Completa la Monografia una ricca Rassegna video dei suoi spettacoli, in programma grazie alla concessione di Rai Trade e Rai Teche, e una Lectio Magistralis, dedicata agli allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, ma aperta anche agli spettatori che vogliono conoscere, approfondire, indagare il senso di un percorso artistico che ha attraversato sessant’anni del teatro italiano.

Una carriera lunghissima e luminosa quella di Glauco Mauri che, dal 1952 ha partecipato a tutte le stagioni teatrali italiane, con interpretazioni e messe in scena del repertorio mondiale: dalla tragedia greca a Shakespeare, da Molière a Cecov, da Jonesco a Beckett. Mauri rappresenta una sorta di figura di passaggio tra il grande attore capocomico ottocentesco e l’attore contemporaneo, capace di confrontarsi con la complessità della scena e con il lavoro del regista.
Dopo gli studi come attore all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, comincia subito a lavorare con i grandi teatranti del tempo, confrontandosi con diverse linee sceniche: dal Macbeth diretto nel ’52 dal maestro Orazio Costa, al grande successo nel ruolo di Smerdjakov ne I fratelli Karamazov di Dostoevskij, diretto da André Barsacq nel 1954. Si affianca poi, nel 1957, ad un grande della scena come Renzo Ricci in La lunga giornata verso la notte di O’Neill. Nel 1961, fonda con Valeria Moriconi, Franco Enriquez, Emanuele Luzzati (si unisce in seguito Mario Scaccia) la Compagnia dei Quattro che rappresenterà una forza significativa e innovativa per il teatro italiano. Il gruppo dimostra grande attenzione per la drammaturgia contemporanea mettendo in scena Il rinoceronte di Ionesco, testi inediti di Beckett, Pasolini, Max Frisch, e ancora Marlowe, Brecht, Lorca, non rinunciando però a cimentarsi con una famosa edizione de La bisbetica domata di Shakespeare in tournée nelle più grandi città europee.
Mauri ha lavorato con i maggiori registi italiani e nei principali Teatri Stabili nazionali e ha interpretato ben 24 ruoli shakespeariani. Diretto da Luca Ronconi, è stato protagonista nell’Orestea di Eschilo al Bitef di Belgrado, alla Sorbona di Parigi e alla Biennale di Venezia del 1972. 
Nel 1981 un’altra svolta importante: fonda, con Roberto Sturno, la Compagnia Mauri Sturno, con la quale decide di percorrere una strada propria, sollecitato dal desiderio di ricercare sempre di più la qualità degli spettacoli in totale autonomia imprenditoriale.
La Compagnia realizza alcune tra le produzioni più interessanti dell’ultimo trentennio, affermando definitivamente la capacità di affrontare i testi cardine della storia del teatro con una propria sigla interpretativa: scrupolosa competenza della fase drammaturgica, elaborazione raffinata degli apparati scenici e visivi, intensità del segno registico che contempera le esigenze dell’intelletto e dell’emozione, creatività della recitazione. Sono ormai alcune decine i titoli messi in scena, sempre con il favore degli spettatori e della critica: testi classici che coniugano la tradizione e l’innovazione, e testi contemporanei, meno noti, da far scoprire al pubblico.

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