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Petrolini, Salamini e altri divini PDF Stampa E-mail

PETROLINI, SALAMINI E ALTRI DIVINI
Quando il teatro era più popolare del cinema
foto, ritratti, film d'epoca, costumi e oggetti di scena
dal 21/11/2006 al 05/01/2007
mostra a cura di Nicola Fano per Eskimo

 

Ettore Petrolini è stato uno dei maggiori comici del Novecento; ma è stato anche l'unico a “documentare” se stesso fin dall'inizio in modo maniacale, quasi ossessivo. Il suo archivio è fitto di fotografie, documenti, lettere, testi, memorie: attraverso le sue carte si può comporre un ritratto di una generazione intera di comici, attori e spettatori. E' quello che si propone di fare questa mostra, partendo da un aspetto molto particolare di quell'Italia: la forza del divismo e l'uso che di questo fenomeno fece il nascente regime fascista.
D'altra parte, Petrolini non solo è stato un divo, ma ha fondato la sua fortuna sulla parodia del divismo, tanto quello teatrale quanto quello cinematografico. E proprio grazie alla sua guerra aperta alle convenzioni, alle abitudini vuote della Belle Epoque ha conquistato fama e fortuna. Petrolini sentiva che il mondo stava cambiando; non sapeva come e forse nemmeno perché, ma si era dato la missione di dimostrare la vacuità di una società “vecchia”, quella che all'inizio del Novecento sopravviveva come retaggio del secolo precedente. L'occhio critico di Petrolini, naturalmente, era concentrato sul suo mondo, il mondo del teatro e del cinema nascente. Ecco la ragione delle sue parodie, del suo contrasto diretto con il divismo: Petrolini infatti non metteva alla berlina Shakespeare né Goethe né il cinema come strumento di comunicazione artistica, no, lui se la prendeva con gli attori all'antica, con i loro vizi che permeavano il teatro e il cinema, impedendo all'uno e all'altro di entrare in contatto con la realtà e le emozioni profonde del pubblico.
Il percorso offerto dalla mostra segue le tappe di questa straordinaria sintonia platea-palcoscenico.

La prima sala offre uno sguardo d'insieme sull'attività del comico, con particolare attenzione ai suoi primi anni, quelli del trionfo del Teatro di Varietà. Ci sono le immagini di scena dei primi personaggi (tra gli altri, Giggi er bullo, il mitico Salamini, poi il Turco, la Domatrice, fino al Nerone teatrale), ma ci sono anche costumi di scena originali, miracolosamente giunti fino a noi, ed oggetti che esaltano l'artigianato teatrale dell'epoca come maschere e strumenti musicali tipici del primo repertorio petroliniano che mostrano la sua perizia nell'adattare materiali comuni all'artificio scenico.

La seconda sala , invece, è dedicata alla consacrazione divistica di Petrolini: ci sono molti ritratti “da divo”, ma anche un notevole numero di affiches a lui ispirate. Uno spazio specifico, poi, è adibito ad ospitare alcune delle foto che illustri colleghi gli dedicarono, facendolo oggetto della loro ammirazione.

La terza e la quarta sala , infine, sono destinate l'una alle parodie teatrali e l'altra a quelle cinematografiche. Per esempio: l'Amleto pazzo di Petrolini è sistemato accanto a quelli sontuosi di Ernesto Rossi o Ermete Zacconi; ma non mancano i volti pensosi di Guastavo Modena o Tommaso Salvini, bersagli prediletti dell'ironia petroliniana.

La sala dedicata al cinema , invece, cerca di illustrare anche il rapporto contraddittorio che Petrolini ebbe con quel mezzo: se da un lato egli ironizzava sul divismo alla Lyda Borelli, dall'altro si impegnava in drammoni (ormai perduti, come Il cortile o Mentre il pubblico ride, qui per la prima volta documentato) che sarebbero stati degni di una bella parodia...petroliniana.Forse per contrappasso alla sua propensione per il cinema “drammatico”, ci restano ormai solo due pellicole comiche di Petrolini: il Nerone di Blasetti e il Medico per forza di Campogalliani. Entrambi sono proiettati nel corso della mostra. Si potranno rivedere anche altri eroi buffi dell'epoca, dalle comiche mute di Lauren&Hardy a quelle di Buster Keaton, fino agli esordi cinematografici dei tre De Filippo. Ma la vera primizia è la proiezione di “Allegri masnadieri”, una pellicola persa e ritrovata con i Fratelli De Rege, unica occasione per vedere due grandissimi comici che di Petrolini raccolsero in pieno l'eredità.

Nicola Fano

RASSEGNA VIDEO
Per tutta la durata della mostra, ore 11 e 15

martedì
Charles Chaplin, La febbre dell'oro (1925)

mercoledì
Buster Keaton, Io e la vacca (1925)

giovedì
Fratelli Marx, Animal Crackers (1930)

venerdì
Eduardo e Peppino De Filippo, Non ti pago! (1942)

sabato
Stan Laurel e Oliver Hardy, Nel paese delle meraviglie (1934)

domenica
Ettore Petrolini, Nerone (1930), Il medico per forza (1932)

Tutti i giorni, a ciclo continuo, viene proiettato un breve documentario dedicato a Ettore Petrolini, realizzato appositamente per la mostra.
La colonna sonora dell'allestimento è fornita dalla riproduzione di alcune canzoni originali dell'attore.

PROIEZIONE STRAORDINARIA

Teatro Valle
martedì 9 gennaio 2007, ore 21.30

In occasione dello spettacolo Gastone di Ettore Petrolini,regia di Massimo Venturiello, in scena dal 2 all'11 gennaio 2007, proiezione straordinaria del film Gli allegri masnadieri (1937) con i Fratelli De Rege.
PROIEZIONE A INGRESSO LIBERO fino ad esaurimento posti

info 800.011616

 
 
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