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PROGETTO VALLE 2010.2011 • MONOGRAFIE DI SCENA dal 10 al 24 ottobre 2010 Roma, Teatro Valle
Artista totale, maestro di un teatro del gesto e del segno che integra movimento, danza, pittura, design, scultura, musica e drammaturgia, Robert Wilson costruisce una gemma monografica di rara compiutezza, adattando al suo stile inconfondibile due classici di Samuel Beckett. In scena da solo, Wilson ci fa sprofondare prima nel vuoto doloroso de L'ultimo nastro di Krapp, per farci poi conoscere, con Giorni felici, interpretato da una magnifica Adriana Asti, una disperazione simile, quella che precede la caduta, costruendo in parallelo due fasi di un eguale processo di disgregazione.

Atto unico di Samuel Beckett, L'ultimo nastro di Krapp, debutta il 28 ottobre 1958 al Royal Court Theatre di Londra. Krapp, un uomo anziano, è seduto da solo nella sua stanza a notte fonda. È il suo settantesimo compleanno. Si prepara a fare una registrazione su bobina delle sue considerazioni rispetto all'anno trascorso, così come ha fatto ogni anno,il giorno del suo compleanno, sin da giovane. Nel prepararsi alla nuova incisione, ascolta una registrazione che aveva inciso circa trenta anni prima... Con gesti lenti e concentrati, in puro stile kabuki, lo attende una tragica scarnificazione di sé, che trascende il singolo personaggio e diventa metafora di un destino che ci aspetta o che è già in atto, in agguato tra gli interstizi della memoria. Con questa inedita messinscena, Bob Wilson torna sul palco come attore dopo la lontana apparizione del 1995 nell'indimenticabile Hamlet: A Monologue.

Sfida per grandi signore della scena, Giorni felici ritrova, con la regia di Wilson, qui anche scenografo e ideatore luci, la sulfurea ironia di Adriana Asti, vulcanica interprete che aveva già affrontato il testo nel 1985 con la regia di Mario Missiroli. Beckett ci introduce al mondo di Winnie, donna di mezz'età, corpo ricoperto di biacca e parrucca bionda color limone, che qui non emerge più da una montagnola di terra ma da una crepa nell'asfalto. Winnie comunica unicamente con le braccia, le mani, il viso, le parole e i suoi occhi pieni di espressività, cercando di trovare brandelli di momenti felici nei suoi ultimi giorni di vita attraverso ossessivi rituali quotidiani e improbabili dialoghi con il marito Willie, un animalesco Yann de Graval. «È la prima volta che lavoro con Adriana - dichiara Robert Wilson - La comicità è tutta questione di ritmo e Adriana ha uno straordinario senso del ritmo, il che significa che è anche una grandissima attrice comica. Adoro i suoi enormi occhi, che sono sempre in ascolto».
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