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PROGETTO VALLE 2009.2010 • MONOGRAFIE DI SCENA dall'11 al 23 maggio 2010 Roma, Teatro Valle
L'ultimo capitolo del Progetto Valle 2009.2010 è affidato a Mariangela Melato, in scena con Il dolore, tratto dalle pagine di Marguerite Duras. Una rassegna video e una lectio magistralis completano il ritratto di una grande interprete, raffinata e generosa, che ha attraversato stili e linguaggi diversi in teatro, cinema, televisione.
Monologo con il quale debuttò al Maggio Musicale Fiorentino, Il dolore è l'adattamento teatrale dell’omonimo romanzo di Marguerite Duras, fiammeggiante, tagliente, di grande bellezza espressiva, un testo-confessione di coinvolgente intimità. Un testo che nasce dal doloroso episodio autobiografico dell'autrice: entrata nella Resistenza antinazista nel 1943 insieme al marito Robert Antelme, la Duras trascorse lunghi, interminabili mesi in attesa del consorte, arrestato con la sorella dai tedeschi e deportato a Dachau. In questa cornice storica si consuma una tragedia personale e universale ad un tempo, in cui il dolore del singolo diventa dramma collettivo di una generazione provata dagli orrori della guerra.
In Sala Capranica, si alternano i video delle versioni televisive di alcuni tra gli spettacoli teatrali più significativi di cui è stata protagonista: Orlando Furioso e Orestea con la regia di Ronconi, Vestire gli ingudi e Medea con la regia di Giancarlo Sepe.
Mariangela Melato dedica inoltre una lezione “speciale” agli allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, aperta anche agli spettatori che vogliono conoscere, approfondire, indagare il senso di una percorso artistico che attraversa teatro, cinema, televisione.

E’ molto difficile parlare di Mariangela Melato attrice, si è costretti a fare un elenco inevitabilmente incompleto per la varietà del materiale che la riguarda. E’ stata capace di passare senza soluzione di continuità e con uguale personalità artistica dal classico al moderno, dalla tragedia greca al musical, dal dramma psicologico alla farsa, dal teatro al cinema, accompagnata dal costante successo di pubblico e di critica. Ha lavorato con quasi tutti i maggiori registi della scena italiana. Dario Fo la scrittura per SETTIMO: RUBA UN PO’ MENO e LA COLPA È SEMPRE DEL DIAVOLO, Luchino Visconti la sceglie per un ruolo ne LA MONACA DI MONZA e in seguito ne L’INSERZIONE di Natalia Ginzburg. Quasi contemporaneamente inizia un fortissimo e proficuo sodalizio artistico con Luca Ronconi, che la dirige in alcuni degli spettacoli che hanno segnato la storia del teatro in maniera indelebile da L’ORLANDO FURIOSO a LA TRAGEDIA DEL VENDICATORE di Tourneur all’ORESTEA di Eschilo. Dopo il trittico ronconiano il bisogno di variare spinge la Melato a cimentarsi nel fortunatissimo musical di Garinei e Giovannini ALLELUJA, BRAVA GENTE. Parallelamente, inizia un periodo di intenso lavoro cinematografico con i più grandi registi italiani tra cui Petri, Monicelli, De Sica, Wertmuller. Dopo tanto altro cinema inevitabilmente la Melato torna in teatro, sotto la guida di un altro suo grandissimo Maestro, Giorgio Strehler, per interpretare la sfortunata Nina ne EL NOST MILAN di Bertolazzi. Con Giorgio Gaber forma una insolita coppia ne IL CASO DI ALESSANDRO E MARIA e con Giancarlo Sepe affronta una triade di grandissimo successo: VESTIRE GLI IGNUDI di Pirandello, MEDEA di Euripide, ANNA DEI MIRACOLI di Gibson. Nei primi anni ’90 inizia il sodalizio, che dura tuttora, con il Teatro Stabile di Genova e ritrova Luca Ronconi che la dirige in L’AFFARE MAKROPULOS, IL LUTTO SI ADDICE AD ELETTRA di O’Neill, AMOR NELLO SPECCHIO di Andreini, QUEL CHE SAPEVA MAISIE di James e LA CENTAURA di Andreini. Sempre per lo Stabile di Genova interpreta UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO di Williams con la regia di Elio De Capitani, FEDRA di Racine e MADRE CORAGGIO di Brecht entrambi con la regia di Marco Sciaccaluga. Successivamente con Gabriele Lavia porta in tournèe CHI HA PAURA DI VIRGINIA WOOLF?, dramma borghese da cui si stacca con un nuovo salto mortale: si cimenta in un one woman show con la regia di Giampiero Solari, SOLA ME NE VO’, spettacolo in cui apre il suo aspetto più privato al grande pubblico. Ma la voglia di cambiare ancora una volta abito e costume la spinge ad affrontare L’ANIMA BUONA DEL SEZUAN di Brecht con la regia di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani.
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