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Spazio Piemonte 2010

La danza contemporanea e di ricerca in prima assoluta
14 e 15 maggio 2010 ore 21.00
Torino, Casa del Teatro Ragazzi e Giovani

Tre giovani compagnie piemontesi di danza contemporanea e di ricerca presentano in prima assoluta le loro nuove creazioni nell’evento/vetrina Spazio Piemonte 2010, nuova tappa del progetto interRegionale Spazi per la danza contemporanea, promosso dalle Regioni Piemonte, Lazio e Campania, con il coordinamento dell'ETI.

I risultati conseguiti nei primi tre anni di attuazione del progetto, attraverso i percorsi intrapresi e le relazioni attivate, hanno fatto di questa esperienza un vero e proprio modello di collaborazione interistituzionale, che ha fatto proficuamente incontrare idee, progettualità, professionalità ed esperienze.

La sezione piemontese del progetto ha posto significativamente l’accento sui giovani artisti e sul sostegno alla produzione. A seguito di un bando pubblico sono stati individuati, per il terzo anno consecutivo, un gruppo di giovani coreografi, ai quali è stata offerta la possibilità di realizzare delle brevi coreografie, da presentare nell’evento/vetrina Spazio Piemonte 2010: Barbara Altissimo, danzatrice e fondatrice della compagnia LiberamenteUnico, presenta la performance Eroina mia eroina; Daniele Ninarello, Florian Lasne e Daniela Paci, coreografi dell'Associazione Liquirizia/Colletivo Burak, portano in scena uno "studio sul limite" Accendi la luce; i coreografi Stefano Mazzotta ed Emanuele Sciannamea della compagnia di danza Teatrofficina Zerogrammi, presentano il primo studio di un più ampio progetto Mappugghje, creazione per danza, voce e immagine ispirata all’omerica Penelope.
Lavorare sulla base e con lo stimolo di una specifica committenza, secondo un percorso creativo che prevede momenti di discussione e di verifica in itinere con un gruppo ristretto di addetti ai lavori in funzione di tutoring, e con la prospettiva di una presentazione pubblica degli esiti del proprio lavoro costituisce una novità estremamente positiva e stimolante per gli artisti coinvolti, “sottratti” in tal modo ad una realtà che molto spesso ha caratteri di isolamento e separazione da un più organico e necessario contesto di confronto e di interazione con la critica, il pubblico e gli operatori del settore, e che il più delle volte deve fare i conti con serie difficoltà nel trovare occasioni e contesti in cui dare visibilità al proprio lavoro.

Ad ospitare l'evento sarà anche quest’anno la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, vera e propria 'fabbrica' del teatro e della cultura (vi abitano Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani, Onda Teatro e Unoteatro): con i suoi diversi spazi polivalenti e la sua ininterrotta attività di produzione artistica, ospitalità e formazione didattica è oggi uno dei più importanti teatri stabili d’innovazione della scena nazionale. E, per l’occasione, partner organizzativo nella realizzazione di questa inedita kermesse di danza contemporanea.



Teatrofficina Zerogrammi
MAPPUGGHJE . Prima variazione
regia e coreografia Stefano Mazzotta, Emanuele Sciannamea
creato con e interpretato da Chiara Michelini
collaborazione all’allestimento  Martim Pedroso, Chiara Guglielmi
luci, costumi e scene  Cie. Zerogrammi
musiche AA.VV.
produzione Cie. Zerogrammi (Torino)
con il sostegno di Spazi per la Danza Contemporanea, Regione Piemonte

Mappugghje. Prima Variazione costituisce il primo di tre capitoli del più ampio progetto “Mappugghje”, creazione per danza, voce e immagine ispirata all’omerica Penelope. In una piccola casa abita la sposa Penelope. Il paesaggio fuori dall'unica finestrella, oltre le tende a fiori, mostra un mare immenso pieno di enigmi non svelati. Lui, con occhi grandi, osserva i movimenti circospetti della donna, intenta a inscenare le possibili declinazioni di un “bentornato” tanto atteso. Movimenti preparati, traduzione di sentimenti, desideri e paure, frutto di un ricordo edulcorato dal tempo di quell'eroe assenteista che è ormai divenuto il fantasma dell'Amore ideale, partorito con lacerante nostalgia da una mente e un cuore solitari. Lei, da tempo immemorabile e con devozione, attende. La coreografia di movimenti sghembi, inscritta in uno spazio limitato dove il corpo sperimenta la costrizione, è fatta di gesti che si ripetono simulando faccende domestiche per poi lanciarsi in evoluzioni improvvise verso mondi altri, lontani da quel minuscolo spazio. Una danza, minuta e maniacale, che narra l'indaffarata attesa. Piccole speranze tra movimenti annoiati. Silenzi, attesa, tempo del non fare, tempo del ricordo, tempo dell'ascolto, attesa ed occhi che guardano intorno. L'attesa dell'eroe diventa l'immaginazione del grande ritorno.



Associazione Culturale Liberamente Unico
EROINA MIA EROINA
creazione di Barbara Altissimo
partitura drammaturgica di Argia Coppola
con EriKa Di Crescenzo
coro Serena Bavo, Mario Benassai, Enrico Camisola, Gianluca Colombelli, Daniele De Luca, Stefania Fava, Noemi Garbo, Ivana Messina, Rossana Padovani, Mariella Perletti
e con la partecipazione di Doriana Crema
luci Massimo Vesco - organizzazione Roberta Cipriani

Eroina mia eroina è una commistione di voci e corpi nello spazio che coinvolge lo spettatore attraverso un tappeto sonoro, accompagnandolo in un viaggio alla scoperta di Eroina/corpo, una creatura nata da una mancanza. Il coro suggerisce ma non definisce, né conclude la partitura fisica di Eroina. Il corpo si staglia quindi, solitario, contro una partitura musicale irrisolta. Una guerra di pensieri, parole e gesti sonori che dura da sempre. Eroina non cresce, ma vive un empasse permanente, forse felice, di certo arcaico, infantile,  in cui sviluppa una potenza fisica ma anche verbale, emotiva e politica. Dal passato, il corpo / Eroina ha ereditato la vibrazione fisica dell'eroina antica, il suo modo di muoversi,  di sentire, di stare ma poi, lo riveste con un abito più contemporaneo, più feroce, più ironico, meno melodrammatico. Nella radice della parola eroina, secondo una libertà poetica, abita sia eros sia eroico. Eroina è sia il corpo che si prepara a ricevere Amore, sia la sostanza amorosa che nel corpo s'inietta, scorre, per tutto quel tempo necessario alla sua diffusione nel corpo e quindi alla morte del corpo stesso. Eroina oggetto di dipendenza, eroina soggetto della dipendenza.



Liquirizia Onlus / Collettivo Burak
ACCENDI LA LUCE
ideazione e coreografia Collettivo BURAK  - Daniele Ninarello, Florian Lasne, Daniela Paci
con Daniela Paci, Daniele Ninarello, Martina Guidi, Florian Lasne
musiche Laura Culver
disegno luci e scene Marco Ferrero
con il sostegno di Liquirizia Onlus

Accendi la luce è definita uno "studio sul limite". Il quintetto, composto da un attore, un danzatore, due danzatrici e una musicista, analizza il mondo del possibile e dell’impossibile, partendo dal concetto di inabilità. Tutto quello che il nostro essere vive come ostacolo può in realtà rivelarsi una 'possibilità'. Il concetto di impossibilità si trasforma in 'possibilità'. Il non poter usare parti del corpo apre la strada alla ricerca di abilità diverse. Il limite, la solitudine, la diversità, la fobia, l’ossessione sono a volte ostacoli, a volte scalini che permettono di arrivare a livelli di coscienza differenti. Superare l’inabilità rende l'uomo in grado di grandi e piccoli cambiamenti. La trasformazione e' il punto di partenza per diventare più autentici, permettendo al corpo di mantenere le proprie fragilità. La performance, esplorando il corpo, la voce e la musica dal vivo, indaga e sonda il vissuto universale che diventa materiale di  ispirazione per i coreografi. Accendi la luce vuole essere uno stimolo per comprendere come attuare le trasformazioni utili alla crescita. Tutto questo diventa 'possibile' solo grazie a una scelta volitiva.


biglietto unico 5 euro

Casa Del Teatro Ragazzi e Giovani
Corso Galileo Ferraris n. 266 - Torino
tel +39 011 19740290

www.casateatroragazzi.it
www.regione.piemonte.it/piemontedalvivo

 
 
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