L’ebreo di Gianni Clementi

PROGETTO VALLE 2009.2010
dal 23 febbraio al 7 marzo 2010
Roma, Teatro Valle

Nasce su impulso di un Premio alla drammaturgia, il prossimo spettacolo in scena al Valle: L’ebreo di Gianni Clementi è il testo che ha vinto, nel 2007, la prima edizione del Premio SIAE AGIS ETI. In scena, un’apologia della meschinità umana in dialetto romanesco, ambientata in periodo postbellico.

Autore talentuoso e prolifico, Gianni Clementi inizia ad occuparsi di scrittura applicata allo spettacolo alla fine degli anni ’80. E’ considerato l'esponente di punta di un rinato neorealismo teatrale italiano. I suoi testi, calibrando perfettamente i due pedali della comicità e della serietà, affrontano temi attuali con grande semplicità stilistica, suscitando momenti di riflessione, ma anche di sorriso. Clementi scrive, spesso, in un dialetto romanesco diretto ed accattivante, che sfrutta per restituire una “credibile verità” ai personaggi delle sue commedie. Creare un repertorio in romano che guadagni sul palcoscenico, nel confronto con il pubblico, la giusta dignità teatrale, è  la sua “mission” d’autore.


L'EBREO
di Gianni Clementi
con Emilio Bonucci, Ornella Muti, Pino Quartullo
scene Max Nocente
costumi Teresa Acone
musiche Pivio & Aldo De Scalzi
suono Hubert Westkemper
disegno luci Stefano Pirandello
regia Enrico Maria Lamanna
Mithos Group Produzioni Teatrali

Negli anni ’40, con l’entrata in vigore delle leggi sulla discriminazione razziale emanate dal regime fascista, molti ebrei, presagendo un destino incerto, avevano pensato di mettere al riparo i loro beni da presumibili espropri, intestando le proprietà a prestanome fidati di razza ariana. Marcello Consalvi, al tempo oscuro ragioniere, è uno dei fortunati beneficiari; il suo Padrone, infatti, gli ha intestato tutte le proprietà.  Insieme alla moglie Immacolata è entrato in possesso di un palazzo e di alcuni negozi, di cui si gode i frutti dalla tragica retata del 1943 nel ghetto di Roma.
La ricca coppia, che vive ormai negli agi e in uno splendido appartamento, vede la propria esistenza borghese improvvisamente minacciata da un evento tanto temuto quanto atteso: qualcuno, tredici anni dopo, bussa alla loro porta, forse per reclamare beni e proprietà, e solo allora i due si ritrovano di fronte alla parte oscura del proprio animo.
Decidono, così, di non aprire, barricarsi in casa e prendere tempo per trovare una soluzione che consenta loro di non perdere tutto e tornare all’ormai dimenticata vita grama. Immacolata - a suo tempo una povera sguattera senza più sogni che ogni giorno faticava duro per sopravvivere - crolla, i sensi di colpa esplodono, e subentra la paura, il terrore che fa emergere tutta la sua meschinità, ma, in fondo, anche la tenerezza dei diseredati. Da quel momento i colpi di scena si succedono fino ad un finale degno di un vero noir cinematografico.

SIAE, AGIS, ETI insieme per la drammaturgia italiana contemporanea
Non un semplice Premio, ma una stretta collaborazione, quella tra SIAE Società Italiana degli Autori ed Editori, AGIS - Unione Regionale del Lazio, ETI Ente Teatrale Italiano, impegnati insieme in una promozione concreta del teatro contemporaneo.
Il Concorso Nazionale di Drammaturgia, che le tre Istituzioni hanno voluto realizzare, assegna ad opere o progetti originali un Premio che ne garantisca la produzione e la distribuzione. L’iniziativa, volta al sostegno della professionalità e della creatività dei drammaturghi, per gli autori teatrali è una concreta opportunità che parte dalla scrittura dell’opera e arriva alla sua realizzazione e diffusione.
Dal punto di vista della differenziazione dei compiti, la SIAE eroga la cifra da destinare, l’AGIS ospita tutte le attività necessarie all’allestimento dello spettacolo, l’ETI garantisce un congruo numero di recite per veicolare sul territorio gli spettacoli selezionati.
La prima edizione (2007) del Premio è stata vinta, appunto, da Gianni Clementi con il testo L’EBREO, “per la simbiosi perfetta fra il tema, storicamente importante, e il linguaggio teatrale diretto ed efficace, sottolineando la drammatica attualità dell'argomento”.
Nella seconda edizione (2009) è stato premiato all’unanimità il monologo LA TERZA VITA, prima prova di scrittura per il teatro di Vittorio Moroni, già noto come autore e regista cinematografico. L’opera affronta “con sensibilità e lucidità le tematiche sociali del nostro Paese”, come si legge nella motivazione.

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