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Il teatro giapponese nella storia tra rottura e continuità
dal 27 maggio al 6 settembre 2009
a cura di Yosuke Taki in collaborazione con Roma MultiServizi, Zetema Progetto Cultura
L’osservazione della scena odierna del teatro giapponese presenta un panorama assai insolito, soprattutto agli occhi di un pubblico internazionale. Il motivo sta nella compresenza di tutte le forme espressive, dalle molteplici fonti storiche, come Nō, Kyogen, Kabuki, Bunraku, al teatro moderno Shingeki, Angura e Butō degli anni ‘60, oltre alle compagnie d’oggi, sui palcoscenici contemporanei.
Nella storia del teatro occidentale, le forme teatrali nuove hanno sempre assimilato le antecedenti che, pur prendendo nuove direzioni, sono rimaste come sostrato del contemporaneo. Di contro, se si osserva la storia del teatro giapponese, le forme teatrali che hanno avuto fortuna nel periodo in cui sono sorte, come Nō, Kyogen e Kabuki, nelle epoche seguenti, passando attraverso stilizzazione e canonizzazione, si sono protratte quali forme d’arte da apprezzare a livello estetico fino al giorno d’oggi. In questo caso il termine tradizione non è più un concetto che si fonde con la cultura contemporanea, ma indica una forma artistica che si è perpetuata dai tempi antichi in cui è sorta. Le forme teatrali più lontane per storia e genere convivono dunque sui palcoscenici giapponesi. La mostra, parte dunque dalla situazione attuale per porre luce e ricercare le interrelazioni tra le varie forme espressive presenti e la società che le ha generate, cercando di capire la ragione della formazione di questa condizione del tutto insolita del panorama teatrale giapponese odierno. L’esposizione, nata dall’ incontro di sinergie e scritta a più mani da grandi esperti italiani e giapponesi del teatro, possiede inoltre il pregio di presentare per la prima volta una grande quantità di foto e manifesti appositamente inviati da compagnie teatrali giapponesi a testimonianza del loro lavoro. Partendo dalla sala d’ingresso, dove in forma grafica sono rappresentate le varie forme teatrali esistenti nell’attualità del XXI secolo, si compie nelle sale successive il passaggio nelle varie epoche storiche con un excursus sulla genesi delle varie espressioni, procedendo all’analisi dell’humus sociale originario e le forme che lo stesso ha generato, fino a concludere il percorso con la descrizione del rapporto con le platee contemporanee.
Le cinque stanze
Nō e Kyogen Il medioevo delle risate e delle narrazioni dei morti (teatro artistico dalle ispirazioni religiose) XIV - XVI secolo Kabuki e Bunraku Teatro come media per entertainment di massa XVII - fine Ottocento Shinpa e Shingeki Modernizzazione e realismo all’occidentale fine Ottocento - metà Novecento § Angura (Underground Theatre) e Butō Sperimentazione anticonformista e ricerca di fisicità giapponese anni sessanta - 1980 Teatro Contemporaneo Disincanto e libertà 1980 - 2009
Rassegna video On Demand
GLI UOMINI CHE METTONO IL PIEDE SULLA CODA DELLA TIGRE di Akira Kurosawa, 1945 – durata 58’ UTAMARO O MEGURU GONIN NO ONNA di Kenji Mizoguchi,1946 – durata 1h 35’ – versione originale con sottotitoli in italiano TŌKYŌ MONOGATARI (Viaggio a Tokyo) di Yasujirō Ozu, 1953 - durata 2h 10’ - versione originale con sottotitoli in italiano L’ARPA BIRMANA di Kon Ichikawa, 1956 – durata 1h 54’ TRONO DI SANGUE di Akira Kurosawa, 1957 – durata 1h 50’ IL BARBARO E LA GEISHA di John Huston,1958 – durata 1h 41’ KAGEMUSHA di Akira Kurosawa,1980 – durata 2h 33’ FURYO di Nagisa Oshima, 1983 – durata 2h RAN di Akira Kurosawa, 1985 – durata 2h 40’ BULLET BALLET di Shinya Tsukamoto, 1998 – durata 1h 23’ versione originale con sottotitoli in italiano PULSE di Kiyoshi Kurosawa, 2001 – durata 1h 58’ DOLLS di Takeshi Kitano, 2002 – durata 1h 53’ THE TWILIGHT SAMURAI di Yoji Yamada, 2002 – durata 2h 13’ versione originale con sottotitoli in italiano ZATOICHI di Takeshi Kitano, 2003 – durata 1h 56’ MEMORIE DI UNA GHEISHA di Rob Marshall, 2005 – durata 2h 20’ IL SOLE di Aleksandr Sokurov, 2005 – durata 1h 47’ AS YOU LIKE IT di Kenneth Branagh, 2006 – durata 1h 57’ LETTERE DA IWO JIMA di Clint Eastwood, 2006 – durata 2h 20’
La visione è possibile dal martedì alla domenica dalle ore 10.30 alle ore 16.30. Sono consentite anche prenotazioni telefoniche al numero 06.45460691
INGRESSO LIBERO
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