In occasione delle recite, al Teatro Valle, dello spettacolo La Strada, tratto dall’omonimo film di Federico Fellini, l’ETI rende omaggio al Maestro del cinema italiano, con due diverse iniziative, e grazie alla collaborazione di Nuove Strategie e del Centro Sperimentale di Cinematografia.
Ente Teatrale Italiano
in collaborazione con Nuove Strategie

dal 17 marzo al 29 marzo 2009
FELLINI tra sogno, magia e realta'…
mostra
Roma, Teatro Valle
INGRESSO LIBERO
Un ricordo di Federico Fellini, “l’ultimo gigante dell’arte moderna”, come lo definì Milan Kundera, il regista che fece di Cinecittà una fabbrica di sogni; il creatore del mito de “La dolce vita” e di Via Veneto, l’inventore di una strada onirica alternativa al neorealismo.
Un’esposizione di materiale storico appartenuto o riferibile al Maestro: disegni e bozzetti, locandine, manifesti, foto e filmati, poi sceneggiature autografate e reperti scenografici.
Il materiale proviene dall’archivio di Roberto Mannoni, suo amico e collaboratore che, grazie alla generosità di Giulietta Masina, ereditò la cosiddetta ‘roba cinematografica’ del Maestro: tutto il suo fantastico universo, le strade e i percorsi, verso il sogno, la magia e la realtà.
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Ente Teatrale Italiano
in collaborazione con Centro Sperimentale DI Cinematografia-Cineteca Nazionale

19 marzo 2009, ore 17.00
LA STRADA
proiezione
Roma, Teatro Valle
INGRESSO LIBERO
Nel 1956 arriva per Fellini il primo Premio Oscar come Miglior Film Straniero, istituito proprio in quell'edizione, per La strada. Film ricco di poesia, racconta di Gelsomina (Giulietta Masina) e Zampanò (Anthony Quinn), e del loro viaggio, reale e surreale attraverso l’Italia degli anni ’50.
Lei, anima ingenua e sensibile, lui di natura violenta, sono incompatibili. Finché un giorno, un altro girovago detto "Il Matto" convince Gelsomina che stare accanto a Zampanò è una missione: tutto serve e tutti gli uomini servono a qualcosa …
E’ con questo film cheFellini prende le distanze dal Neorealismo e si affaccia ad una poetica ricca di suggestioni fiabesche, allegorie circensi, evocazioni oniriche. Una fotografia in stupendo bianco e nero, una musica magistralmente diretta da Nino Rota, e l’interpretazione di Giulietta Masina, tra Charlie Chaplin e Buster Keaton, compongono un mondo poetico e malinconico fatto da artisti di strada, circhi viaggianti, povertà e miseria.