10.11 dicembre
Teatro Kismet Opera
Il gatto e gli stivali
testo e regia Lucia Zotti
con Monica Contini, Deianira Dragone, Nico Masciullo
disegno luci Vincent Longuemare
scene Nico Masciullo, Vincent Longuemare
musiche Nico Masciullo
maschere, oggetti di scena e decorazioni Massimiliano Massari
costumi Monica Contini
età consigliata dai 5 anni

C’erano una volta tre fratelli.
“e che è successo?”
Muore il padre lasciando in eredità al più giovane dei figli un gatto, buono solo per finire in pentola.
“e che è successo?”
Il gatto non vuole finire arrosto e si industria per far raggiungere la felicità al suo padrone.
“e che è successo?”
Il gatto si scontra con il malvagio orco Millefacce e, stuzzicando la sua vanità, riesce a farlo trasformare in un topolino per poterlo catturare e impossessarsi così del suo castello.
“e che è successo?”
Attraverso mille ostacoli, il protagonista, che grazie al gatto è diventato “Marchese di Fruttasecca”, sposa la principessa Ciliegina, figlia del Re di Vallefruttata.
“e che è successo?”
Tutti vissero felici e contenti.
“e che è successo?”
Lo spettacolo è finito.
Terza tappa del lavoro registico di Lucia Zotti, lo spettacolo punta a far emergere una qualità del “sentire” umano che tende ad essere soffocata, se non del tutto annullata, quella dell’istinto primordiale, istinto che, come per magia, conduce a discernere la giusta strada nella giungla del vivere, a riconoscere fra gli incontri quelli positivi, ad aver il coraggio di affrontare gravi pericoli per realizzare un sogno, a credere che i “sogni” possano essere realizzati se li si nutre di significato concreto.
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TEATRO AURORA
23.24 febbraio
Quelli di Grock
in collaborazione con
Servizio Famiglia Infanzia Età Evolutiva
ASL Città di Milano
IO ME NE FREGO!
uno spettacolo sul bullismo
di Valeria Cavalli
collaborazione al testo Claudio Intropido
con Andrea Battistella, Antonio Brugnano
musiche originali Gipo Gurrado
scene e luci Claudio Intropido
fotografia e proiezioni Zoe Vincenti
consulenza scientifica Nicola Iannaccone
regia Valeria Cavalli, Claudio Intropido
età consigliata dagli 11 ai 14 anni

Io me ne frego!è una storia che narra l’amicizia di due ragazzi che si conoscono fin dall’infanzia: il racconto svela un rapporto che nel tempo diventa oppressione di uno nei confronti dell’altro. Biglia, questo è il soprannome del più debole, si rende conto dei cambiamenti dell’amico, traviato da cattive compagnie, ma non vuole e non riesce a rompere il legame che li unisce, accettando dunque angherie e vessazioni. Allo stesso tempo l’altro procede inesorabilmente verso un tragico abbrutimento che lo porterà a non riconoscere più il confine fra il lecito e l’illecito. L’amicizia, che all’inizio era caratterizzata da una spensierata leggerezza, si incrina diventando una continua prevaricazione: le parole facili che scorrevano fra i due ragazzi diventano macigni e tutto sembra precipitare. Ma ad un certo punto Biglia, il sottomesso, trova il coraggio di dire no, di ribellarsi, rompendo il silenzio e ostacolando le malefatte del suo persecutore.
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TEATRO AURORA
12.13 marzo
Envers Teatro
con il patrocinio della
Regione Autonoma Valle d’Aosta
FIABE ILLUMINATE
Mini Esopo Varieta'
da Esopo, LaFontaine
con Valentina Virando, Paola Zara
musiche David Byrne, Joe Jackson, Kronos Quartet
maschere e costumi Roberta Vacchetta, Elena Gaudio
statua della Madonna G. Chapellu
luci Francesco Dell’Elba
collaborazione ai movimenti Franca Dorato
a cura di Valeriano Gialli
età consigliata dai 3 ai 10 anni

Musica, curiosità, divertimento, movimento.
In uno spazio piccolo e magico, la “scatola degli animali”, Paola Zara, attrice-cantante, e Valentina Virando, attrice-danzante, incantano i piccoli spettatori – ma a quanto pare anche i grandi - con 19 brevissime storie di animali parlanti (alcune molto note), e con la loro voce, i loro travestimenti, le loro inaspettate danze comiche. Ogni favola è recitata, cantata e “danzata” con semplicità e spontaneo divertimento, ognuna è costruita su una musica o una canzone. Questo piccolo "varietà fiabesco" dal ritmo veloce e leggero, evoca i mondi surreali e strani degli animali parlanti di Esopo e di La Fontaine. Le loro ironiche favole fanno risuonare nell'animo stupore, meraviglia, commozione, ma anche la comprensione per come va il mondo: in effetti questi animali sono quasi uomini, con tutti i loro vizi e le loro furbizie più ridicole.