IoeIo
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L’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” in collaborazione con la Provincia di Roma e l’Ente Teatrale Italiano presenta al Teatro Quirino il saggio di diploma del III anno di recitazione con la rappresentazione di IOEIO, variazione del tema del Faust scritta da una delle più grandi poetesse della letteratura tedesca del Novecento, Else Lasker-Schüler, per la regia di Cesare Lievi.

Else Lasker-Schlüer (1869-1945) nei primi decenni suscitava tra pubblico e critica reazioni molto discordi; Karl Kraus parlava di lei come del “più forte e impervio fenomeno lirico della Germania moderna”. Amava recitare in pubblico i suoi versi provocando spesso scandalo e proteste, mentre su riviste e giornali si alternavano critiche osannanti e stroncature violente. Costretta nella miseria, visse di aiuti (Wittgenstein fu tra i suoi benefattori). Nel 1932 le fu conferito il premio Kleist, ma l’anno dopo, il nazismo la costringeva all’esilio e metteva al bando la sua opera. Dopo un breve soggiorno in Svizzera, raggiunse Gerusalemme. L'interesse per questa poetessa fu tenuto vivo da una piccola cerchia di devoti, tra cui Paul Celan e, nel 1990 il film dell’israeliano Amos Gitai, Berlin Jerusalem, ne ha rievocato la figura leggendaria, consentendo l’inizio di una revisione critica della sua figura.
Nell'anno 1941 in un teatro-cabaret di Gerusalemme, alla presenza del famoso regista Max Reinhardt e di altre star come i  Brothers Ritz, una poetessa (specchio dell'autrice Else Lasker-Schüler) presenta il suo ultimo lavoro: lOElO.
Quando il sipario si apre Mefistofele e Faust (che nel corso dello spettacolo si identificherà sempre più con il suo autore: Wolfgang Goethe) sono all'inferno. Faust è preoccupato per la condizione in cui i nazisti hanno ridotto la Germania e gran parte dell'Europa, ma Mefistofele sembra minimizzare con sarcastica ironia tali preoccupazioni. La relazione tra i due si fa più tesa quando giungono all'inferno gerarchi nazisti, inviati da Hitler, a chiedere all'autorità infernale petrolio per la guerra. Mefistofele glielo concede, ma assai presto nota nel loro atteggiamento intenzioni aggressive che non tardano a diventare realtà: le truppe tedesche e Hitler in persona marciano contro l'inferno e a Mefistofele non rimane che sterminarle annegandole in un fiume di lava. Il diavolo e Faust si ricongiungono; di fronte al pericolo nazista ritrovano se stessi, il loro essere una cosa sola. Il loro io diviso si ricompone e si trasfigura. A entrambi si apre il paradiso.

Provincia di Roma
Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”
ETI Ente Teatrale Italiano

INFO
800.013616 / 06.44013260
Roma, Teatro Quirino

 
 
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