venerdì 14 marzo, ore 21.00
COMPAGNIA TARDITO RENDINA
CIRCHIO LUME
CONCERTO PER VOCE E MUSICHE SINTETICHE
spettacolo di teatrodanza ai confini del clown
progetto Federica Tardito e Aldo Rendina
con Aldo Rendina, Federica Tardito, Antonio Villella
musiche Johan Sebastian Bach, Wolfgang Amadeus Mozart, Erik Satie, Madonna
costumi Roberta Vacchetta
disegno luci Lucia Manghi
un ringraziamento particolare a Marina Borruso, Doriana Crema e Ass. Sosta Palmizi
coproduzione Torinodanza, Drodesera > Centrale Fies, Compagnia Tardito-Rendina
con il sostegno di Ass. Sosta Palmizi
durata 60'
Circhio lume nasce dal desiderio di Federica Tardito e Aldo Rendina di confrontarsi e riconoscere in se stessi i meccanismi che ogni essere umano mette in atto per farsi amare e che spesso sconfinano nella messa in scena di un dramma che si ripete e si ripete
Per potersi addentrare nei drammi e nelle zone d'ombra che ognuno di noi possiede, i due danzatori/coreografi hanno dovuto accendere più volte la luce scegliendo la via dell'umorismo salvatore, della leggerezza, del distacco. La loro è una scrittura per “cerchio”, non narrativa, che utilizza un linguaggio sempre in bilico tra il tragico e il grottesco. E con la possibilità che tutto si trasformi in un ridicolo dramma.
La Compagnia Tardito-Rendina nasce dall'incontro di Federica Tardito e Aldo Rendina, coreografi e danzatori con all'attivo numerose esperienze come interpreti in spettacoli di Raffaella Giordano, Giorgio Rossi, Roberto Castello, Anna Sagna, Claude Coldy, Georges Appaix.
Del 1999 è Gonzago's Rose , un duo in cui il linguaggio della danza abbraccia quello teatrale. Realizzato con il sostegno dell'Associazione Sosta Palmizi, questo lavoro diventa subito un piccolo spettacolo di culto, invitato in numerosi festival italiani e stranieri. Il sodalizio artistico si consolida con Circhio lume , coprodotto da TorinoDanza nel 2004. Attualmente la compagnia sta lavorando alla creazione di un nuovo spettacolo, Oh Heaven (Il Paradiso Possibile) .
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venerdì 21 marzo, ore 21.00
COMPAGNIA ABBONDANZA/BERTONI
CAPRICCI
di Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
con Eleonora Chiocchini, Chiara Michelini, Tommaso Monza, Antonella Bertoni, Michele Abbondanza
live set Elisa Amistadi, Michele Bazzanella
musiche originali Amistadi, Bazzanella, Bungaro, La Manna
luci Lucio Diana
coproduzione Festival Oriente Occidente, Centro Servizi Culturali S. Chiara
con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attivittà Culturali - Dip. Spettacolo
Provincia Autonoma di Trento - Assessorato alla Cultura
Comune di Rovereto - Assessorato alla Cultura
Cassa Rurale di Folgaria - Filiale di Rovereto
durata 75'
“Non si cede a un capriccio poiché si ritiene l'eventuale suo soddisfacimento inutile: ecco perché questo spettacolo si chiama Capricci ”. Così scrive Michele Abbondanza a proposito di questo lavoro che non risponde a una logica, non vuole raccontare nulla o essere particolarmente utile a qualcosa o a qualcuno. Anche i due musicisti, come i cinque danzatori, sono stati sottoposti allo stesso trattamento, non dando loro punti di riferimento ma chiedendo di attingere provocatoriamente a tutta la musica, suoni e rumori, per avere indietro un impasto sonoro incapricciato. Ne è scaturito uno spettacolo fatto di “aforismi coreutici, proverbi ginnici, massime gestuali: insomma capricci del corpo con i quali provare a rendervi felici almeno per un po', non facendovi consumare niente, perché la gente felice non consuma”.
Dall'esperienza newyorkese nella scuola di Alwin Nikolais agli studi francesi con Dominique Dupuy, attraverso le improvvisazioni “poetiche” di Carolyn Carlson, lo studio e la pratica dello zen, Michele Abbondanza (co-fondatore del gruppo Sosta Palmizi e insegnante alla Scuola del Teatro del Piccolo di Milano) e Antonella Bertoni sono arrivati a maturare un proprio linguaggio dando inizio a un forte sodalizio artistico, a una unione didattica e scenica.
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venerdì 4 aprile, ore 21.00
GIOVANNA VELARDI
PUPIDDA
coreografia e interpretazione Giovanna Velardi
regia Nicolas Slawny
durata 25'
Dopo un tragico episodio familiare, una ragazza parte dalla sua isola alla scoperta del mondo. Da lontano, guarda al suo passato e alla cultura che le appartiene. Pupidda evoca la bambola di zucchero che si offre in Sicilia durante la festa dei morti, ma anche il rituale sacro a Priapo nel corso del quale si celebrava la fecondità. Mangiare la bambola di zucchero, rito cannibalesco, permette di trovare una nuova energia, una pulsione vitale del corpo e dello spirito. Gesto, mimica facciale, tic nervosi, ma anche salti, acrobazie vorticose e movimenti sinuosi costituiscono la cifra distintiva del linguaggio coreografico di Giovanna Velardi, frutto di una esplorazione anatomica e somatica che mira a “rivelare” la forza psicologica ed emotiva del corpo.
Di origine siciliana, Giovanna Velardi vive dal 1997 al 2007 in Francia, dove lavora con alcuni degli esponenti della Nouvelle Danse e conduce laboratori e seminari nelle università e nei conservatori. In Francia sviluppa la propria tendenza a lavorare sull'improvvisazione che, nel tempo, diventa un metodo per legare con forza il movimento all'energia della sensazione e della psiche. Nel 2000 crea una sua compagnia a Marsiglia che riceve il sostegno dalle istituzioni francesi e partecipa ad alcuni festival in Francia e in Italia. Tra le sue creazioni: Ophelia- Enormous Room , nato nel 2002 all'interno del progetto “Hamlet Machine” di Heiner Muller, Cortocircuito , creato nel 2004 al Centre Chorégraphique National d'Orléans diretto da Josef Nadj, Pupidda , coprodotto nel 2006 dal Ballet National de Marseille.
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TEODORA CASTELLUCCI
À ELLE VIDE
con Teodora Castellucci, Agata Castellucci
coreografia, scena, costumi Teodora Castellucci
musiche originali Demetrio Castellucci
luci e assistenza alla produzione Eugenio Resta
realizzazione parti plastiche Chiara Bocchini
realizzazione costumi Gabriella Battistini
produzione Fies Factory One
durata 25'
In scena due personaggi, due animali, due figure, due colori: il gallo rosso e lo scorpione bianco. Il movimento del gallo è altero, scruta e osserva lo spazio come se fosse il depositario di un mistero. Il movimento dello scorpione è l'immobilità precisa, sicura, mentale, di chi si trova nella stasi prima di attaccare. Due caratteri che si rispecchiano nell'espressione, nel comportamento, nel movimento. Il rosso del gallo, il suo colore diventa il suo movimento. Il bianco dello scorpione, la sua sospensione diventa la sua voce. Il nero dello spazio diventa il tempo di una relazione vuota. I due esseri si presentano agli occhi di chi guarda con tutta la loro fierezza, la loro sapienza, la loro eleganza infuocata e potente.
Teodora Castellucci è nata nel 1988. Dal 2005 frequenta la Stoa, scuola sul movimento ritmico di Cesena. Ha svolto una breve esperienza al Laban di Londra frequentando la Summer School nel 2005. A elle vide è il suo primo lavoro, premio speciale al Concorso Giovani Danz'Autori 2006/2007, partecipa ad Aerowaves 2008 al The Place di Londra.
tutti gli spettacoli sono preceduti da una guida alla visione per le scuole che ne fanno richiesta
sono previsti incontri di affiancamento didattico