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Spettacolo vincitore
Gianfranco Berardi e Gaetano Colella (Taranto) IL DEFICIENTE di Gaetano Colella e Gianfranco Berardi e con Angela Iurilli e Pietro Minniti disegno luci Loredana Oddone scene e costumi Sonia Cappellini
Le motivazioni della Giuria Un attento e originale disegno drammaturgico riportato in un complesso lavoro di scrittura scenica. Sotto il segno di un'apparente linearità narrativa, si strutturano una serie infinita di piani diversi. Le geometrie di un rapporto famigliare e le spezzature create dall'ingresso di una figura esterna, nascondono tensioni sottili, tracciano angolature più dolorose, delineano un universo di difficoltà, di impossibilità, di limitazioni. La nitidezza espressiva di tutto il progetto e la forte intensità dell'interpretazione rendono appieno la tessitura del dialogo e la fitta dinamica delle relazioni. Il gioco si rovescia sullo spettatore, poiché non è detto che tutto quello che si vede e si comprende sia esattamente così come lo si percepisce. Tutta la creazione mostra in controluce una sottilissima riflessione sulla percezione, interiore e esteriore, sui limiti di questa, apparenti o no, sulle “deficienze” sensoriali ed emotive, riferite non soltanto a chi è in scena.
Lo spettacolo La deficienza, comunemente intesa come stupidità, nel nostro caso fa riferimento all'etimo della parola stessa; “deficiente” è colui che ha un deficit, ovvero un limite, una “mancanza”. Partendo da questo, la nostra indagine estende il concetto di deficienza non solo al limite psichico o fisico, ma a quello sentimentale, spirituale e morale, indagando le diverse situazioni in cui la “mancanza”, da condizione limitante qual è, diventa (per qualsivoglia motivo) causa dominante. La storia è ambientata in una casa dove vivono tre fratelli. La condizione in cui vivono non è delle migliori e la precarietà è un elemento costante. Nessuno dei ragazzi possiede un lavoro stabile e uno di loro non lavora affatto poiché cieco. La sua condizione lo esonera da qualsiasi lavoro, ma aiuta l'intero nucleo famigliare attraverso una pensione d'invalidità che, di fatto, è l'unico reddito certo nella economia della casa. La sua condizione è di privilegiato poiché, essendo l'unico con un limite dichiarato, l'ordine della casa, lo stile di vita e le abitudini sono dettate dalle sue esigenze. Tutto è a misura di cieco, e gli altri, loro malgrado, si sentono in dovere di adattarsi a questa condizione. L'equilibrio di questa famiglia però diventerà precario quando una donna incinta, fidanzata del cieco, andrà a vivere sotto lo stesso tetto. Da questo momento in poi verranno alla luce tutte le dinamiche conflittuali, tutti i subdoli pensieri di rabbia, invidia e gelosia, dovuti alla propria condizione di svantaggiati, che talvolta si paleseranno in piccoli e celati stratagemmi di vendetta. In quest'aria di guerra intestina, ognuno sarà pronto a tutelare solo se stesso, rivelando gradualmente alla scena come la “deficienza” sia un elemento di uguaglianza fra gli uomini e quanto smisurata e variegata sia la miseria umana.
Segnalazioni speciali
Compagnia Teatro Sotterraneo (Firenze) 11/10 IN APNEA creazione collettiva di Sara Bonaventura, Iacopo Braca, Matteo Ceccarelli, Claudio Cirri, Daniele Villa in scena Sara Bonaventura, Iacopo Braca, Matteo Ceccarelli, Claudio Cirri elaborazione drammaturgica Daniele Villa musiche originali Lorenzo Piggici sound design Stefano Simonelli (Kama Studio) falegnameria Gianluca Angelucci, Umberto Bonaventura organizzazione Simone Sensi
Le motivazioni della Giuria Le traiettorie umane di alcuni giovani dalle identità imprecisate, In queste appare il segno evidente di una generazione che cerca legami non costrittivi ma che sente il bisogno di una comunicazione, della possibilità di esperienze e azioni comuni. La compagnia, con un compatto lavoro di gruppo, costruisce intorno a questa dinamica interiore un calibratissimo ritmo di racconto, di dialogo, e di azione scenica, delineando in alcuni momenti dei credibili microdrammi, ma definendo, poi, più esplicite astrazioni di movimento con una notevole efficacia di segno.
Associazione Culturale Taverna Est (Napoli) in collaborazione con Centro Sociale DAMM 'O MARE di Sara Sole Notarbartolo con Glen çaçi, Sasà Pelliccia, Ilaria Migliaccio, Claudio “Topo” Javier Valensuela Benegas, Giulio Barbato disegno luci Paco Summonte regia Sara Sole Notarbartolo
Le motivazioni della Giuria Un viaggio verso il mare attraverso un territorio dai confini indefiniti, luogo di fuga e di incontro per una piccola comunità di immigrati che parlano lingue diverse e dialogano attraverso la musica e le arti di strada. Nato all'interno di un centro sociale napoletano, 'O mare porta in scena con forza e poesia l'utopia impossibile di una microsocietà in pericolo. Un gruppo di artisti di nazionalità diverse,capace di elaborare in scrittura drammaturgia condivisa accenti, abilità e linguaggi scenici differenti per narrare una storia leggera e spietata, ancora aperta su un finale inevitabilmente sospeso, interpretando magicamente le possibilità metaforiche del teatro.
Francesca Proia (Ravenna) QUALCOSA DA SALA assolo danzato di e con Francesca Proia
Le motivazioni della Giuria Il grande rigore formale e la raffinatezza della scrittura coreografica recuperano in modo sorprendente e personale modi e forme della più alta tradizione espressionista, riuscendo a sviluppare una partitura gestuale scabra e sensuale, velata di mistero, di grande suggestione e attualità. Emerge in questa direzione di lavoro un'artista matura, consapevole delle inquietudini e delle riflessioni che attraversano la scena contemporanea.
Gli spettacoli vengono ospitati all'interno della rassegna “AltreScene05. Lampi di teatro e danza” presso il Teatro Furio Camillo di Roma, nei giorni 1 e 2 ottobre2005 .

FESTIVAL SANTARCANGELO DEI TEATRI 24, 25, 26 Giugno 2005 Teatro Furio Camillo 1 e 2 ottobre 2005
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