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la voce e il fenomeno suoni e visioni dall'archivio mostra dal 29 aprile al 30 giugno 2005 a cura di Luisa Viglietti e Francesca Rachele Oppedisano allestimento e coordinamento Mela Dell'Erba Bologna, 3 marzo 1983, Teatro Duse: CB, in scena con Macbeth , compare in accappatoio sul palcoscenico annunciando che ha deciso, quella sera, di archiviare Shakespeare e di offrire un recital di poesie di Dino Campana . Parte del pubblico applaude, altri fischiano, alcuni spettatori altercano, grida di “bravo” si mescolano ad insulti, il teatro è tutto un subbuglio.
L'ETI e CB. Lampi di memoria
Bologna, 3 marzo 1983, Teatro Duse: CB, in scena con Macbeth , compare in accappatoio sul palcoscenico annunciando che ha deciso, quella sera, di archiviare Shakespeare e di offrire un recital di poesie di Dino Campana . Parte del pubblico applaude, altri fischiano, alcuni spettatori altercano, grida di “bravo” si mescolano ad insulti, il teatro è tutto un subbuglio. Può sembrare solo il ricordo di una cronaca ma, superando come sempre l'apparenza, l'episodio si carica di un suo significato profondo. Per CB l'arte è vita/nonvita, si fa e si disfa e nulla resta. Cogli l'attimo e depensa, accetta di stare al gioco e lasciati andare, fatti cullare - come scrive l'amico e biografo Giancarlo Dotto - da “quella voce che dà calma e forza, una voce che è la nostalgia di tutto ciò che abbiamo perduto senza avere mai avuto. Che solo a sentirla ci spedisce in Paradiso”. Pinocchio e Mercuzio , Riccardo III e Macbeth , Nostra Signora dei Turchi , S.A.D.E. e La cena delle beffe , Otello e Amleto , Adelchi , Majakowskij : titoli e personaggi forieri di ricordi e nostalgie. Come non averlo ancora davanti agli occhi? Giovane (anche da anziano) e furente, lo sguardo lampeggiante, sfrontato e umile ad un tempo, così eccessivo nel suo essere che a volte veniva da proteggerlo, senza ben sapere da cosa. La grande famiglia ETI - il Teatro Quirino a Roma, la Pergola a Firenze, il Duse a Bologna e, in occasione di esperienze seminariali, il Valle a Roma - ha avuto il privilegio di condividere, con CB, parte del suo stare in scena: tenere il teatro aperto fino all'alba per prove che erano già di per sé teatro, controllare la fonica, il parco luci, verificare insieme l'andamento della biglietteria, questionare per le recite sospese o per i cambiamenti di programma improvvisi, disciplinare le folle nei camerini, cercare vasi per i numerosissimi mazzi di fiori (quasi sempre erano rose, bianche o rosse) a lui indirizzati. Un cammino comune, segnato e cercato prima sul piano del turbolento rapporto con il pubblico, poi su quello, più compiuto, della formazione, attraverso seminari e laboratori. Un rapporto che continua nell'impegno che, come organismo nazionale culturale, siamo chiamati a rispettare, seguendo le orme da lui tracciate. E' per questo che l'ETI, insieme ad altre istituzioni, sceglie oggi di farsi strumento di memoria, in questo umile omaggio/testimonianza alla Casa dei Teatri di Roma e al Teatro della Pergola di Firenze. Per chi vive ed opera dietro le quinte, la sua intelligenza poetica è un vuoto incolmabile, che rende profondamente orfani. Carmelo era così speciale, che si fa fatica a credere che non ci sia più: tanto avvezzi a sentirlo parlare della sua “controfigura”, si è portati a pensare che sia proprio quella controfigura ad aver preso il volo e che lui sia ancora qui, da qualche parte, ad osservarci con quel “ghigno” inconfondibile sul volto. Proprio come il suo Mercuzio, che non moriva, continuando ad accompagnare le vicende dei due amanti di Verona fino al calare dell' ultimo sipario.
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