La città delle lingue e delle culture, dello stupore e della passione, accoglie la ricchezza prismatica di Giovanni Testori: Sdervisciate il siparium! è l’omaggio di Roma all’artista milanese, in un anno molto significativo. Un doppio anniversario infatti, connota il 2003 quale anno testoriano: ne sono passati dieci dalla morte, avvenuta il 16 marzo 1993, e ottanta dalla nascita, a Novate Milanese nel 12 maggio 1923. Per questo il Comune di Roma - in particolare con la Casa delle Letterature, l’Ente Teatrale Italiano, il Teatro Eliseo dedicano spettacoli, eventi ed incontri al racconto delle molte sfaccettature di un’arte totale. L’insieme degli appuntamenti in programma, dall’11 marzo al 15 maggio, rinnova un dialogo aperto da tempo, iniziato nel 1962 con il debutto romano de L’Arialda di Luchino Visconti al Teatro Eliseo e proseguito nel ‘77 quando il Piccolo Eliseo, diretto da Giuseppe Patroni Griffi, chiamava in scena il “Carrozzone degli Scarrozzanti”. La celebre trilogia testoriana fu proposta dalla giovanissima Andrée Ruth Shammah e da Franco Parenti accogliendo quel particolare idioma fatto di immediatezza e incisività, di forma e contenuto. Poi fu la volta dello scandalo: al Teatro Valle, nella stagione 1988/89 arriva come un masso il dolore devastante di In Exitu, lo spettacolo che ha segnato il rapporto col pubblico di questa città (che ne riceveva eredità da un altro teatro Eti, La Pergola di Firenze). Come una grande Madre, la capitale ha istaurato con Testori e la sua Milano un rapporto sempre partecipe e attento, spesso più diretto di quello riservatogli dalla sua stessa città.Apre questa monografia lunga cinque settimane, il Piccolo Eliseo: le sonorità stranianti de L’Ambleto (dall’11 marzo al 6 aprile) echeggiano nell’interpretazione di Sandro Lombardi e Iaia Forte diretti da Federico Tiezzi. Inoltre la sala di Via Nazionale, ospita due serate speciali: Testori e l’angelo della realtà (17 marzo) permette allo scrittore di essere presente nell’intervista realizzata da Riccardo Bonacina, mentre i luoghi della sua vita lo raccontano nell’itinerario filmato da Maria Teresa De Vito, che non trascura, tuttavia, le suggestioni degli spettacoli. Testori al Salone Pier Lombardo di Milano (24 marzo) è invece la storia del rapporto di lavoro e di vita tra Andrée Ruth Shammah, Franco Parenti e Testori nella sala milanese, raccontato dalla regista e da Adriana Asti, e documentato nel video che monta alcune delle più significative messe in scena dell’opera testoriana. L’incontro col Teatro Flaiano, propone tre diverse partiture per Erodiadi (dal 26 marzo al 13 aprile) in uno spettacolo unico in cui vive la poetica e profondamente religiosa interpretazione di Milvia Marigliano, diretta da Cristina Pezzoli.
Una sintonia precisa con la scena contemporanea lega la parola fisiologicamente materica di Testori alla strategia dell’Eti da sempre attenta alla drammaturgia del Novecento: è il Vascello ad ospitare Il teatro di Giovanni Testori negli spettacoli di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi (31 marzo) in una serata nella quale l’attore, intervistato da Luca Doninelli, guida alla natura della sua riscoperta artistica della parola testoriana. Il video di Paolo Rosa per Studio Azzurro, diventa memoria della parola con la proiezione dei Due Lai.
Un grande evento è il ritorno a Roma, in forma di lettura, di In Exitu (28 aprile): Franco Branciaroli rivive le emozioni estreme di Gino Riboldi che scandalizzò il pubblico, svuotando le platee, per la sua efferata umanità. I toni altrettanto disperati del Pessina sono invece protagonisti del monologo a cui dà voce Maurizio Donadoni ne Il dio di Roserio (dal 2 al 4 maggio) diretto da Valerio Binasco ancora al Teatro Vascello.
A fermare le suggestioni e le riflessioni stimolate dai vari appuntamenti, una giornata di incontri ed interventi alla Casa delle Letterature, La tuttità dell’amore, Giovanni Testori, rivelazioni post mortem (15 maggio). Luca Doninelli coordina il convegno della mattina su Il pensiero, la scrittura, il teatro di Testori, mentre il pomeriggio è dedicato alla tavola rotonda Testori dopo Testori. Dieci anni di scene condotto da Antonio Calbi. A chiusura dei lavori, il recital Maddalena di Valter Malosti che si sofferma sulla figura di critico d’arte del poeta milanese, mostrandone una sensibilità eterogenea e totale.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con RaiSat Show, Teatro Flaiano e Teatro Vascello di Roma e con Associazione Teatrale Pistoiese, Compagnia Lombardi Tiezzi, QP Produzioni, Teatro de Gli Incamminati e Teatro Franco Parenti.
Si ringrazia inoltre l’Associazione Giovanni Testori.
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